Nel bene e nel male gli americani ci sorprendono sempre e non è un caso se per sottolineare le loro stravaganze si è coniato il termine “americanate”. Tuttavia, verrebbe da pensare che nelle cose più serie, come le elezioni presidenziali, la stravaganza lasci il posto a un maggior rigore anche formale. E “invece no”, Tra coloro che corrono per la Presidenza c’è ad esempio Donald Trump, miliardario irruente e ineffabile, quasi simpatico per la sua palese rozzezza politica. Invece di volare alto prospettando azioni equilibrate per affrontare problemi gravi interni e internazionali, il nostro tycon auspica solo soluzioni drastiche che rassomigliano più a operazioni belliche (di fatto irrealizzabili) che a soluzioni politiche. Solo lui, nell’arco di qualche giorno, poteva litigare con il Papa e ripescare frasi e toni di Benito Mussolini. Ma vera americanata sembra essere la campagna elettorale di un concorrente poco noto in Europa e sicuramente perdente. Mi riferisco a Zoltan Istvan, scrittore di fantascienza, (auto)consideratosi futurologo, collaboratore freelance di Huffington Post e del National Geographic. Questo giovane candidato del ‘73 per ambire alla presidenza degli Stati Uniti ha fondato il Partito del “Transumanesimo”, un termine coniato da J. Huxley già nel 1957 per indicare “l’uomo che rimane umano, ma che trascende se stesso, realizzando le nuove possibilità della sua natura umana.” In termini meno confusi, i progressi tecno-scientifici potrebbero potenziare gli aspetti positivi della condizione umana e annullare quelli negativi come malattie, invecchiamento e morte. Ma che c’entra questo movimento con la campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti? C’entra perché Zolta Istvan fa balenare la possibilità di potenziare la ricerca soprattutto sulla “crionica”, ossia sull’uso delle bassissime temperature per mantenere intatti i corpi surgelati dei deceduti fino al momento in cui si sarà scoperto come curare la causa del loro decesso. Insomma, una campagna per l’immortalità, anche se non immediata. A far cigolare il programma del futurologo è che fino ad oggi questa conservazione con “risveglio” in perfette condizioni risulta impossibile. La rivista Cryobiology segnala una nuova tecnica che consente di riportare a temperatura ambiente senza danni il cervello, ma quello di conigli ibernati a -135, ed è ancora troppo poco. Due riflessioni a caldo: ce lo vedremmo un presidente degli Stati Uniti che ha in programma l’immortalità futura dell’uomo più che la riduzione attuale di morti per guerre e denutrizione? Secondo, dati i drammi cui stiamo assistendo, siamo veramente certi che sarebbe un bene ritornare in questo mondo? Eppure, c’é già una cinquantina di ibernati in azoto liquido negli Stati Uniti (un po’ pochini per garantire l’elezione a Presidente!).