Molti siti riportano i “10 comandamenti della Logica” (mutuati dal Buddismo) che valgono “anche” per la medicina. La Logica è il vero pilastro della medicina oltre che dei rapporti che in generale dovrebbero vigere tra persone diverse. Diceva Kant che chi si avventura oltre le colonne d’Ercole della logica si perde inevitabilmente nell’inconsistenza. Ed é chiaro che in medicina è meglio non perdersi nell’inconsistenza di teorie non logiche e non provate. Molti dei 10 comandamenti che seguono (in parentesi la “etichetta” con cui vengono indicati) si adattano immediatamente alla medicina e altri meno, ma mi sembra comunque stimolante sottoporli al lettore. 1. Mai attaccare la persona, ma solo i suoi argomenti (“ad hominem”, argomento contro l’uomo). In medicina questo vale specie in caso di disaccordo tra esperti su diagnosi e terapie. 2. Non deformare l’opinione di una persona (il collega in disaccordo) solo per poter poi attaccarlo meglio (“straw man fallacy”, argomento fantoccio). Questo accade spesso nel contesto di perizie mediche di parte. 3. Non usare il particolare per rappresentare il generale (“hasty generalization”, errata generalizzazione). Succede in medicina quando si enfatizza uno tra i tanti parametri, ben sapendo che solo la valutazione complessiva del soggetto può fornire risultati convincenti. 4. Non sostenere il proprio punto di vista, dando per scontato che la premessa da cui si parte sia vera (“begging the question”, ad sensum ragionamento fallace). In medicina/scienza non esistono dogmi acritici. 5. Non sostenere che quanto è accaduto prima è necessariamente la causa di ciò che succede dopo (“post hoc/false cause”, dopo di ciò/falsa causa). Questo è un errore madornale molto comune 6. Non ridurre il proprio argomento a due sole possibilità: tutto bianco o tutto nero (“false dichotomy”, falsa dicotomia). Esempio “forzato” può essere l’ecografia: quando da quella in bianco o nero si è passati alla “scala dei grigi” il potenziale diagnostico degli ultrasuoni è aumentato enormemente. 7. Non pensare che un affermazione sia vera solo perché non si riesce a dimostrare che è falsa e viceversa (“ad ignorantiam”, appello all’ignoranza). 8. Non chiedere le prove a chi contesta il tuo argomento (“burden of proof reversal”, inversione dell’onere della prova). L’onere spetta a chi propone qualcosa di innovativo. 9. Non sostenere che una cosa deriva da un’altra se non c’è alcuna connessione logica (“non sequitur”, non ne consegue). La mancanza di logica anticipa sempre o quasi l’infondatezza di una ipotesi diagnostica o terapeutica. 10. Non sostenere che una premessa è vera solo perché risulta molto popolare (“Bandiwagon fallacy”, fallacia del carrozzone). Il fumo è cancerogeno anche se tanti fumano. Comandamenti proficui per medici e scienziati. Anzi , per tutti.