Il numero di soggetti nei quali vien prescritta l’aspirina (ASA) a basso dosaggio nota come aspirinetta (o cardioaspirina) è in progressiva crescita. Le ragioni di questa nascono non dall’effetto antidolorifico/antifebbrile/antireumatico dell’ASA, ma dalla sua azione antiaggregante sulle piastrine. Questa risulta vantaggiosa in quanto ostacola la trombosi (e cioè la coagulazione intravascolare del sangue) e conseguentemente la possibile formazione di emboli. Una certa pericolosità dell’ASA (in primis per ulcera e sanguinamento ulcera-correlato) persiste anche con il basso dosaggio, accettabile per altro se associato alla riduzione del rischio cardiovascolare. Tale rischio aumenta però se oltre all’aspirinetta l’anziano deve assumere cronicamente anche antiinfiammatori per concomitante patologia artro-reumatica. Ciò vale soprattutto per gli antinfiammatori tradizionali (non cortisonici), noti come FANS che bloccano l’enzima ciclo-ossigenasi 1(anti-COX-1) coinvolto nell’l’infiammazione. Oltre ai FANS, sono da anni disponibili gli Anti-COX-2 (o coxib), che inibiscono invece l’enzima ciclossigenasi-2. Questi sarebbero molto meno gastrolesivi dei FANS. Per Yuan e collaboratori (ricerca del 2016), gli Anti-COX-2 ridurrebbero infatti il rischio di ulcera sintomatica ed endoscopica del 23% e, rispettivamente, 54%. Tuttavia, almeno alcuni del gruppo anti-COX-2, sono significativamente più cardiotossici. Ad esempio, il rofecoxib ad alto dosaggio ha causato anni fa negli USA migliaia di decessi per infarto e ictus ed è stato pertanto ritirato dal commercio (ma non subito!) dalla stessa ditta produttrice. La necessità per non pochi anziani di associare l’aspirinetta (per la profilassi cardiovascolare) e gli antiinfiammatori (per curare la patologia artro-reumatica) ha sollevato la seguente questione: dovendo associarla agli antinfiammatori meglio ricorrere agli antiCOX-2 o ai FANS? E, nel primo caso, c’è pericolo che l’aspirinetta annulli la poca tossicità di questi ultimi sul tratto gastrointestinale? Secondo Yuan e collaboratori, l’aspirinetta riduce solo di poco i vantaggi degli Anti-COX-2: infatti il rischio di ospedalizzazione per complicanze gastrointestinali nel gruppo aspirinetta+anti-COX-2 (celecoxib) sarebbe minore, pari a 6,2/1000 pazienti anno contro l’8,9 /1000 pazienti anno registrati con l’associazione aspirinetta+ FANS (equivalente al 38% di rischio in più). A parere di chi scrive, tuttavia, i vantaggi degli anti-COX-2 segnalati nell’articolo sono troppo generosi e la copertura con gastroprotettori (inibitori di pompa da poco trattati in rubrica) sarebbe in ogni modo da fare. Al fine di evitare spiacevoli interazioni e sorprese va rimarcata inoltre la ragionevole norma che all’anziano siano prescritti solo farmaci veramente necessari e non “un farmaco per ogni disturbo”.