Il gruppo sanguigno è una caratteristica ereditata dai genitori e dipende da antigeni (agglutinogeni) presenti sulla superficie dei globuli rossi. Ci sono molti gruppi ma quelli ABO e Rh sono i principali (e più noti). È necessario che il sangue da trasfondere sia “compatibile” in ragione soprattutto di questi gruppi principali per non scatenare l’agglutinazione dei globuli rossi trasfusi fa parte delle agglutinine del ricevente. Gli antigeni del gruppo AB0 e Rh possono esserci o no, per cui il soggetto risulterà “positivo” o “negativo” per ciascun di essi (A o B o AB o 0 o Rh). Se viene trasfuso un sangue “incompatibile”, ad es. un sangue di gruppo A (che ha 2 antigeni A e agglutinine anti-B) in un paziente di gruppo B (che ha 2 antigeni B e agglutinine anti-A), quest’ultimo reagirà agglutinando i globuli rossi trasfusi, una tipica reazione immunitaria. Il gruppo AB contiene invece ambedue gli antigeni (A da un genitore e B dall’altro e nessuna agglutinina) e quello 0 nessun antigene e ambedue le agglutinine. I soggetti di gruppo 0, privi di antigeni, sono i più adatti a donare il sangue a chi ne necessita a prescindere dal gruppo, e sono detti perciò “Donatori universali”. Le agglutinine presenti nei donatori vengono in tal caso diluite dal sangue del ricevente e non scatenano pertanto una reazione immunitaria significativa. “Destinatari o ricevitori universali” sono chiamati al contrario i soggetti AB che possono essere trasfusi con sangue di qualsiasi gruppo in quanto sprovvisti di anticorpi agglutinanti. Per quanto attiene al fattore Rh (e al suo costituente antigenico “D” in particolare) va ricordato che la trasfusione di un sangue Rh positivo in un soggetto Rh- avrà conseguenze solo in caso di trasfusioni ripetute. Trasfusioni a parte l’Rh ha importanza in caso di gravidanza. Una madre RH negativa con feto Rh postivo (Rh ereditato in questo caso dal padre) potrebbe infatti sviluppare anticorpi molto pericolosi contro i globuli rossi del bimbo che ha in grembo. Di solito questa incompatibilità si registra solo durante il parto e senza troppe conseguenze, ma se il contatto tra sangue materno e fetale ha luogo durante la gestazione o in caso di gravidanze successive, le conseguenze possono essere molto serie. Le percentuali dei vari gruppi nella popolazione non sono omogenee: 0 positivo e A positivo altre il 35%, B positivo 8-9%, 0 negativo e A negativo poco sopra il 6%, AB positivo 3,5%, B negativo 1,5%, AB negativo 0,6%. Il gruppo AB è dunque il più raro (e il più fortunato) e quello 0 il più frequente (e più sfortunato). Nel trasfondere bisogna dunque tenere conto soprattutto delle agglutinine che il ricevente possiede in abbondanza, sufficienti ad aggredire agglutinandoli i globuli rossi del donatore. Le agglutinine del donatore invece, come appena detto, sono poco rilevanti.