Una vecchia filastrocca popolare triestina recita: “La storia de Sior Intento, che la dura tanto tempo e mai no la se distriga, te vol che te la conto o te vol che te la diga?” Alla risposta “Dimmela!”, la filastrocca ricominciava da capo: La storia di Sior Intento, che la dura tanto tempo….” A dire, in modo faceto, che certe storie non finiscono mai. Questo incessante ripetersi non può non ricordare anche la storia dell’omeopatia e il ricorrente interesse dei media (quasi sempre molto approssimato) su questa terapia alternativa ideata come si sa da Samuel Hahnemann agli inizi dell’800. Più volte la comunità scientifica se n’è occupata giungendo verdetti omogenei fino ai nostri giorni che sanciscono due cose: primo, la nessuna plausibilità scientifica dei presupposti teorici (meccanismo d’azione) dell’omeopatia e, secondo, la assenza di documentazione d’efficacia specifica di essa sostenuta da regole metodologiche fissate a priori in tutto il mondo (e richieste per ogni tipo di trattamento medico, convenzionale o no). Insisto sull’attributo di “specifica” perché in realtà la omeopatia ha un efficacia placebica che di per sé e entro certi ambiti, non è da buttar via (in ciò dissento da coloro che dicono che non fa nulla). Di recente mi sono soffermato in particolare sull’ultima revisione indipendente promossa dal Governo australiano nel 2014 (“Evidence on the effectiveness of homoeopathy for treating health conditions”), scaricabile nel 2015 dal web, riguardante 225 tra 1800 studi pubblicati in tutto il mondo e relativi a 70 condizioni morbose. Anche da questa la non superiorità della omeopatia sul placebo emerge chiaramente. Ma già nel 2010 (per limitarci all’ultimo decennio) le stesse conclusioni erano raggiunte da un Comitato Tecnico attivato dal Parlamento britannico, cui faceva eco nello stesso anno, e in assoluta sintonia, una posizione ufficiale dei giovani membri della British Medical Association che definivano senza mezzi termini l’omeopatia come “stregoneria”. Fine della storia? Manco per idea. Gli interessi sono tanti e la disinformazione prevale sulla informazione. Per questo non fa meraviglia che in novembre di quest’anno, l’agenzia governativa degli Stati Uniti “Federal Trade Commission”, che si occupa della tutela dei consumatorie della concorrenza negli Stai Uniti, abbia pubblicato le linee guida (“Enforcement Policy Statement on Marketing Claims for OTC Homeopathic Drugs”) per le aziende che producono preparati omeopatici. Tali linee sono centrate intorno all’obbligo per le ditte produttrici a esplicitare chiaramente se esistono ricerche dimostranti l’efficacia specifica del prodotto che vendono (richieste che in molti Paesi incluso il nostro sono avanzate da tempo ma fino ad ora mai soddisfatte). I produttori in USA dovranno altresì rivedere le etichette sulle confezioni commerciali dove eventualmente si enfatizzino i benefici clinici ottenibili con ogni specifico preparato. Sono previste multe e sanzioni per i produttori che violino questa regola continuando ad affermare che il loro preparato serve a curare una certa malattia. Il mancato rispetto di queste norme sarà considerato pubblicità ingannevole a meno che non si scriva esplicitamente, appunto, che mancano prove scientifiche e che quelle omeopatiche sono solo teorie nate più di 2 secoli fa. Mentre Il FTC conclude anch’esso come i medici inglesi che l’omeopatia è un inganno (sham) e mentre le linee guida annunciate ri-sollevano scalpore sui media (ma le scappatoie non sono impossibili), in Italia l’Ordine dei Medici di Genova promuove in dicembre un Corso di Aggiornamento intitolato “Stato della ricerca sperimentale in medicina omeopatica: contributi della sperimentazione clinica e di laboratorio e della ricerca in fisica quantistica”, che si propone di fornire (sic!) “informazioni precise, serie ed aggiornate su quale sia in Italia, in Europa e nel mondo l’attuale situazione istituzionale, politica, accademica della Medicina Omeopatica”. Intento che potrebbe anche essere condivisibile. Peccato che i relatori del Corso siano tutti convinti assertori dell’omeopatia, tetragoni ad ogni verdetto della comunità scientifica. Tra essi un sedicente “fisico quantistico dell’acqua” che vende su Internet improbabili dispositivi “quantistici” in grado, tra l’altro, di togliere l’umidità dai muri e di impedire le incrostazioni di calcare dalle tubature. Come non ricordare la storia de Sior Intento che la dura tanto tempo?