Le tonsille, come le adenoidi e i linfonodi in generale, sono costituite da linfociti simili a quelli circolanti nel sangue. I linfociti sono cellule “immunocompetenti”, cioè impegnate nelle difese immunitarie contro ciò che é “straniero” (un batterio, una tossina, un allergene). La reazione immunitaria, sempre importante, è particolarmente preziosa nei primi anni di vita. Per tale motivo, un quesito che ricorre ogni tanto è se l’asportazione precoce delle tonsille, anche quando necessaria per tonsilliti troppo frequenti e/o refrattarie alla terapia antibiotica, non possa avere conseguenze nell’età adulta. Le risposte, in verità, sono state sempre caratterizzate da opinioni personali più che fornite in base a valutazioni oggettive. La correlazione tra tonsillectomia e patologia si pone in particolare per malattie dell’adulto di oscura patogenesi, per le quali si ritiene vigente un meccanismo autoimmunitario. È il caso delle “malattie infiammatorie croniche intestinali” (MICI) costituite da colite ulcerosa (CU) e morbo di Crohn (MC), per le quali ogni fattore causale è stato via via escluso (quota psicosomatica, infezioni, malattia tubercolare atipica, alterata flora batterica). Quella di un meccanismo auto-aggressivo è di fatto l’unica ipotesi che regge. Colite ulcerosa e Crohn sono malattie distinte clinicamente, anatomopatologicamente, e contrassegnate da rischi complicativi alquanto diversi, benché non manchino casi “intermedi” che sfuggono ad una più precisa diagnosi differenziale. Un team di ricercatori guidati dal Dr. Sun ha pubblicato mesi fa su Journal Gastroenterology Hepatology una meta-analisi di ben 23 studi osservazionali (17 riguardanti pazienti con MC e 22 malati di CU) per un totale di 19.569 pazienti, indagine volta a dirimere l’eventuale rapporto tra tonsillectomia e MICI. Per realizzare la meta-analisi i ricercatori hanno dovuto affrontare una grande eterogeneità degli studi esaminati, fattore che unito ai limiti generali di tutti gli studi osservazionali retrospettivi, impone una doverosa prudenza interpretativa. Ciò è riconosciuto dagli stessi autori, ma i dati raccolti sembrano comunque sufficienti a suggerire che la tonsillectomia aumenta “sensibilmente” il rischio di sviluppare negli anni un MC. Nessun rapporto emerge invece tra tonsillectomia e CU, ma neppure risulta che la tonsillectomia abbia un effetto protettivo su questa malattia, come osservazioni precedenti avevano fatto supporre (diversamente dall’appendicectomia che risulta invece protettiva). Le MICI continuano dunque ad essere “misteriosamente diverse”, come del resto accade anche per ciò che riguarda i rapporti tra queste malattie ed il fumo di sigaretta, nocivo per il morbo di Crohn e protettivo per la colite ulcerosa. Improponibile, naturalmente, una prevenzione della CU a base di Marlboro!