In chi soffre di meteorismo problemi di fondo, più che l’eccesso di gas intestinale, sono i tempi e le modalità del suo passaggio dallo stomaco al retto, regolato com’é da riflessi “automatici”, dal substrato psicosomatico e solo in parte dall’alimentazione. Pur con la difficoltà di condurre studi in tale ambito, certe evidenze non mancano. Non c’è dubbio intanto che molti soggetti sopportano senza soffrirne un’eccessiva quantità di gas (superiore al contenuto medio, di circa 200-250 cc), come pure una sua distribuzione abnorme nell’intestino. Altri invece (ad es. i soggetti con colon irritabile), in condizioni analoghe possono lamentare un gonfiore di pancia tormentoso specie in ore serali. Tale differente suscettibilità è dimostrabile insufflando gas nell’intestino e poi verificando oggettivamente la distensione addominale e i sintomi da essa evocati. La diversa sopportazione del gas in normali e meteorici, oltre che da alcuni ormoni prodotti dall’intestino, dipende da meccanismi riflessi che coinvolgono il sistema neurovegetativo. Il primo è che i grassi (specie i fritti) rallentano il progredire del gas nel lume gastrointestinale. Il secondo riflesso è scatenato dalla distensione di segmenti anche limitati dell’intestino, ciò che di norma stimola la peristalsi e il progredire del contenuto gassoso e non. Questi due effetti contrapposti sono bene bilanciati nel normale, ma non così in coloro che soffrono di pancia gonfia nei quali è effettivamente presente una ancorché modesta ritenzione di gas (più o meno distrettuale anche se l’addome sembra gonfio in toto). Riassumendo, nei pazienti meteorici il gonfiore è dovuto in parte all’abnorme sensibilità ai grassi, che notoriamente rallentano il transito gastro-intestinale e a una ridotta peristalsi dovuta alla insufficiente reazione in risposta alla distensione delle anse intestinali (anche singole). La distensione del retto, in particolare, attuata con palloncino gonfiabile o provocata fisiologicamente dal materiale fecale, non produce per via riflessa quell’effetto di spinta del materiale intraluminale che invece è osservabile nei soggetti normali. È dunque l’alterazione dei meccanismi contrapposti appena ricordati a determinare nei soggetti meteorici una ritenzione del gas con conseguente pancia gonfia sia reale che abnormemente percepita. Circa la dieta, è ovvio che gli alimenti che notoriamente “gonfiano“ anche le persone normali (fritti, legumi, rape, radici amare, frutta, fibre) risulteranno particolarmente mal sopportati dai soggetti meteorici. Scarso peso, invece, ha l’aerofagia e lo dimostra il fatto che l’aria deglutita ha la stessa composizione dell’aria atmosferica, completamente diversa da quella emessa dal retto. I farmaci non mancano, ma la numerosità è inversamente proporzionale alla loro efficacia.