Il Direttore mi chiama in causa sul problema vaccini sollevato domenica dal collega Quaini, ma in sostanza ha già risposto lui con molto equlibrio e buon senso. Io non ci volevo entrare di proposito per la stanchezza infinita che mi ha preso nel sentire e risentire prese di posizioni su temi complicati e difficili da parte di incompetenti. Rispondo con la massima sintesi possibile, sottolineando che i problemi sono principalmente due: vaccinarsi o no e obbligare o no i cittadini a farlo.
- Sulla opportunità, anzi necessita, delle vaccinazioni ne fa fede la storia (scomparsa di virus letali o altamente invalidanti grazie alla vaccinazione), i presupposti osservazionali e sperimentali, l’accettazione senza se e senza ma della comunita scientifica internazionale.
- Non esistono farmaci esenti da “effetti collaterali” (cioè a latere dell’effetto princiale) e ciò vale pure per i vaccini (il grande medico Osler sanciva: “Nessun farmaco ha un solo effetto”). Ma qualsiasi farmaco va accettato se i benefici clinici sono la regola e risultano infinitamente superiori alle rare o rarissime reazioni avverse. Invece che avere “opinioni personali”, i non addetti ai lavori dubbiosi su ruolo e rischi delle vaccinazioni si leggano ad esempio il “Rapporto sulla sorveglianza post-marketing dei vaccini in Italia 2014-2015 (scaricabile gratis) pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e il libro “Vaccini complotti e pseudoscienza. Tra fobia, disinformazione e consapevolezza”, C’era Una Volta Editrice, Roma 2016.
- La disgustosa storia dell’Autismo da attribuirsi al vaccino MPR è emblematico esempio di come si continui a ingannare la gente dopo che: A) il medico inglese A. Wakefield responsabile di questa menzogna è stato radiato e condannato, anche per aver fatto esperimenti mai autorizzati sui bambini; B) i coautori dell’articolo hanno riconosciuto 10 anni dopo di aver scritto cose non vere; C) si è dimostrato che avvocati disonesti enfatizzavano questo inesistente rapporto vaccino MPR-autismo per suggerire una class action dei genitori molto promettente da un punto di vista remunerativo.
Che se ne stia ancora discutendo dopo 19 anni è veramente vergognoso. Quanti anti-wax conoscono questa tragica storia? Quanti anti-wax sanno che ancora nel 1959 i decessi per il solo vaiolo erano 2 milioni all’anno? Quanti anti-wax si chiedono come mai non si vedono più in giro soggetti disabili per paralisi infantile? Quanti anti-wax hanno mai visto lo strazio di bambini che muoiono per croup post-difterico?
4. Problema diverso è l’obbligatorietà. Io sono amico e stimo alcuni esperti di prevenzione che sono contrari all’obbligatorietà tout court delle vaccinazioni. Altri esperti (una maggioranza ) ne sono sostenitori. Questi confronti tra scienzati di diversa opinione sono accettabili e anzi auspicabili nell’interesse della popolazione. Ma ha ragione il Prof. Burioni (con Piero Angela anche domenica 11/6 a “½ ora con Maria Annunziata” su RAI 3, ore 14.30) quando afferma che un dibattito ha senso solo tra competenti mentre è improponibile, anzi evitabile, tra virologi e persone che nulla sanno di medicina, di prevenzione, di sanità pubblica. E’ grave persino che lo si debba sottolineare. Secondo i contrari all’obbligo (ma non certo alle vaccinazioni!) sarebbe preferibile che le persone si informassero e si convincessero a vaccinare e a vaccinarsi invece che esserne costrette. Questo però è un Paese che non legge, non si informa né sa informarsi ed è al contrario molto facilitato a disinformarsi. Quindi i confronti con alte percentuali di vaccinati in Paesi e in alcune Regioni italiane dove non esisteva l’obbligo non fa testo. Anche i limiti di velocità o i semafori (che in qualche modo limitano la libertà individuale a vantaggio della collettività) non sarebbero necessari se tutti fossero informati dei rischi, si mostrassero accorti e dessero la precedenza a chi ce l’ha. Auspicabile e doveroso é invece che sia data massima attenzione ai bambini che per loro specifiche ragioni personali, cliniche e no, è bene escludere dalla vaccinazione. Anche in questo caso, comunque, la decisione andrebbe presa da esperti senza preconcetti e non da incompetenti mossi da emozioni, ignoranza e preconcetti irrazionali. Mi si lasci chiudere con Stephen Hawking quando dice: “Il più grande nemico del sapere non è l’ignoranza ma l’illusione di sapere”. Grande riflessione del più acuto cervello vivente.