I molti casi di finta malattia e di pseudo-invalidità, comportano un danno socio-economico molto cospicuo che imporrebbe la necessità di controlli che non mancano, ma che da sempre hanno lasciato a desiderare.  Il Dr. Fausto Francia, neo-presidente della SITI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) si è occupato di questa questione nel Bollettino della Siti appena uscito, in un momento in cui i controlli fiscali stanno per passare dalle ASL all’INPS. Francia rileva intanto che, come del resto anche in altri ambiti, “periodicamente escono delle presunte rivoluzioni organizzative che hanno il compito di illudere qualche fetta di opinione pubblica, ma che poi in realtà non cambiano sostanzialmente nulla o addirittura peggiorano le cose”. Lo stesso vale a proposito delle “Commissioni invalidi”. Francia ironizza pure sull’ipotesi che i medici del SSN sarebbero incompetenti (o corrotti?), ciò che giustificherebbe il riconoscimento delle  “competenze all’INPS, dove invece i medici li assumono ad hoc e le cose sicuramente cambieranno”. “Ma per favore…!” dichiara infastidito Francia, il quale aggiunge “perché invece non fare statistiche tra le varie commissioni e mandare degli ispettori in quelle che superano del 10% la media nazionale, pubblicando i dati in modo che qualche Procura possa affondare il coltello?”

Secondo l’autorevole igienista, le visite fiscali affidate all’INPS sono un vero “capolavoro” facendo credere agli italiani che per i furbetti del cartellino o del certificato la pacchia sia finita. Ma tutti sanno che le visite fiscali sono inutili nel 99% dei casi. Aggiunge Francia: “A meno che io non veda un paziente che dovrebbe essere bloccato a letto per il mal di schiena che si tuffa dal trampolino nella sua piscina privata, mi guarderò bene dal modificare una diagnosi ed una prognosi di un malato o presunto tale, semplicemente con un esame obiettivo”. Il controllore, infatti, non conosce il profilo medico della persona che dovrebbe controllare, la vede per pochi minuti, la sente lamentare un forte dolore e si vede presentare gli analgesici prescritti da uno specialista. Come fa il verificatore a mettere in dubbio il certificato e a sospettare il dolo rischiando denunce prevedibili e avviando contenziosi sicuri? L’essenza della visita di qualsiasi ispettore, a prescindere dalla parrocchia cui afferisce (ASL o INPS) consiste di fatto nel verificare unicamente se quella persona è in casa o no. Ma per fare questo- si chiede Francia – ci vuole proprio un medico? E continua “Non basterebbero degli impiegati accertatori che suonano al campanello e verificano la presenza?” Due non impossibili visite nello stesso giorno sono poi molto aleatorie. “Io visito una persona alla mattina e confermo la prognosi- insiste l’igienista- e poi il computer dell’INPS mi programma una visita alla stessa persona nel pomeriggio. E io il pomeriggio dovrei smentire il mio operato della mattina? O al pomeriggio è previsto un controllore diverso abilitato, se occorre, anche  a smentirmi?”  Per Francia un medico deputato a tutelare la Sanità Pubblica avrebbe piuttosto il compito di studiare le statistiche dei vari medici curanti per individuare coloro che largheggiano in certificati rispetto alla media, analizzare i vari documenti e scoprire le incongruenze. Ciò consentirebbe di convocare il medico di “manica troppo larga” per discutere con lui a tavolino i casi sospetti, per avvertirlo e fargli capire che il suo operato è monitorato da persone esperte e che pertanto non può permettersi di prendere in giro la pubblica amministrazione, pagandone le conseguenze. Ma per lo scriba, pur conscio della difficoltà del problema, il punto cruciale è non solo minacciare ma stabilire e rendere definitive sanzioni proporzionate al dolo. In cronaca di furbetti ne incontriamo parecchi, ma chi scrive non ha memoria di medici condannati e radiati in via definitiva per avere imbrogliato lo Stato e quindi tutti i contribuenti. O almeno non se ne parla nei media, scelta eventuale che sarebbe poco condivisibile.