Sono circa 500 le persone non epatopatiche e senza itterizia che in Italia risultano affette dalla “Sindrome delle unghie gialle” (SUG). Questa rientra nel gruppo delle malattie rare, considerate pure “orfane” perché la ricerca che le riguarda, data la rarità, è scarsa o nulla. Tra le cause più comuni delle unghie gialle si sono considerate, ma senza sufficiente evidenza, un infezione fungina, una carenza vitaminica/minerale, il tabagismo o persino l’uso di solventi per togliere lo smalto. Secondo l’Osservatorio delle Malattie Rare, nell’articolo del 27 agosto 2017 firmato da E. Orzes, la diagnosi di SUG richiederebbe la presenza di 3 elementi tipici. Il primo è l’unghia grigio-giallastra che è pure più spessa e incurvata; il secondo è la co-presenza di un “linfedema” (ristagno settoriale di linfa) primitivo, ossia senza causa apparente, più frequente agli arti inferiori; terzo, il persistere di tosse e bronchite cronica. I tre elementi costitutivi possono concomitare in circa il 50% dei soggetti, ma si richiedono almeno due dei tre sintomi per porre diagnosi di SUG, che resta comunque incerta data la etiologia così mal definita. Neppure decisivo a capirne la natura è il coesistere incostante di una patologia auto- immunitaria e/o di malattie tumorali con o senza una sindrome paraneoplastica, nella quale i sintomi sono dovuti a composti prodotti dal tumore ma si manifestano a distanza da questo. In pazienti affetti da SUG si registra comunque un rallentamento del 50% della crescita in lunghezza dell’unghia che si associa a un maggiore spessore e a una più pronunciata curvatura traversale della stessa, ciò che ne facilita la possibile caduta. I disturbi respiratori succitati, talora associati a versamento pleurico, sono registrabili nel 56-71% dei pazienti, mentre il linfedema ricorrerebbe nel 29-80% di essi. Una delle cause dell’unghia gialla puramente ipotetiche è che il primum movens consista in un’alterazione del drenaggio più o meno settoriale della linfa, con accumulo ungueale di lipofuscina (pigmento correlato con l’invecchiamento). Anche il titanio presente in alcune protesi dentarie è stato considerato, ma i dati a supporto sono altrettanto fragili. Ciò che forse più conta per i pazienti è che la SUG può guarire spontaneamente in un terzo dei casi oltre che nei pochi pazienti in cui si accerti una causa rimuovibile (ad esempio un tumore, con conseguente regressione della eventuale sindrome paraneoplastica). Indimostrata è l’efficacia per l’unghia gialla della vitamina E. Per i sintomi respiratori valgono le cure sintomatiche e per il linfedema si può tentare con linfodrenaggio/bendaggio. La poca esperienza legata al basso numero dei soggetti affetti da SUG, riduce purtroppo notevolmente la raccolta di dettagli utili a capire sia la causa della SUG che il trattamento opportuno.