Negare che il tennis piaccia al Direttore di questo quotidiano, a me e a tanti altri sarebbe sfacciataggine pura. Ciò non impedisce tuttavia di commentare oggettivamente questo sport in ottica salutistica. Opinione diffusa è che il tennis sia uno sport non ideale in quanto causa di sviluppo asimmetrico dei muscoli in particolare di braccia, spalle e scapole. I tennisti seniores ricordano certamente l’ipertrofia del deltoide e del muscolo scapolare di Bjorn Borg, resa particolarmente evidente grazie al suo uso di magliette molto attillate. Chi scrive ha potuto inoltre disporre anni fa delle radiografie della grandissima Billie Jean King, dove ciò che colpiva, oltre all’ipertrofia muscolare, era pure un asimmetrico sviluppo osseo di omero, radio e ulna. Non manca però chi obietta intanto che asimmetria non significa necessariamente rischio maggiore di una qualsiasi patologia. Gianfranco Beltrame, specialista in medicina dello sport, di recente intervistato sul Corriere da Antonella Spervoli, ridimensiona l’asimmetria causata dal tennis e sottolinea invece molti aspetti biologici positivi di questo sport. Ispirandosi a quanto scrive ad hoc il British Journal of Sport Medicine egli rileva che il tennis è uno sport completo sia aerobico che anaerobico. Per capirci, aerobico è uno sport praticato con esercizi di lunga durata e bassa intensità che necessitano di ossigeno per ossidare zuccheri e grassi con conseguente sintesi di quel carburante energetico che è l’ATP. Aerobici sono in primis il nuoto, il ciclismo, la corsa dagli 800 metri in su, la cyclette, la camminata spedita. A beneficiare dello sport aerobico è soprattutto l’apparato cardiopolmonare. Diversamente, i principali sport anaerobici sono sollevamento pesi, corsa veloce, sci alpino e body building, richiedenti durata breve e intensità elevata dell’esercizio muscolare. In questo caso l’organismo l’energia necessaria la ricava non dall’ossigeno ma dalla degradazione del glicogeno dei nostri muscoli con aumento della loro massa. Il tennis – afferma Beltrame- è sport completo, sia aerobico che anaerobico, fatto com’è di scatti improvvisi ma anche di movimenti più lenti e prolungati. Questo sport individuale ha inoltre un valore educativo, anche per i ragazzini, insegna loro gestire la tensione psicologica, a rispettare l’avversario e a decidere la tattica di gioco molto di più di quanto non avvenga nei giochi di squadra. Quanto alla simmetria, questo eventuale “difetto” si è ridotto in assoluto grazie a una preparazione ginnica pre-tennistica e all’uso di racchette molto più leggere. D’altronde l’asimmetria vistosa riguarderebbe comunque una esigua minoranza di professionisti e non certo le migliaia di giocatori amatoriali. Di “giocatori asimmetrici” nei nostri tennis club se ne vedono in effetti molto pochi, specie tra i seniores.