OXFAM è l’acronimo inglese (definitivamente adottato nel 1965) di una organizzazione internazionale ”non profit” nata in Gran Bretagna nel 1942, per assicurare allora un supporto alimentare alle donne e ai bambini greci stremati dalla guerra. Con OXFAM, che riceve annualmente una trentina di milioni di sterline dal Regno Unito, sono oggi  confederate varie ONG di una novantina di Paesi che si avvalgono complessivamente di migliaia di collaboratori locali.  Gli intenti di sono indiscutibilmente nobili: portare aiuto idrico, alimentare e igienico-sanitario alle popolazioni più povere e disastrate in ogni parte del mondo, migliorarne le qualità di vita, realizzare progetti di sviluppo e di ricostruzione in loco. OXFAM Italia, ad esempio, ricorda, sul web, due interventi: il primo é l’impegno profuso in Cambogia dopo la caduta nel 1979 di Pol Pot, dittatore responsabile con i suoi Khmer Rossi dello sterminio di più di 1,5 milioni di cambogiani (il 20% della popolazione!); il secondo é l’aiuto urgente alla popolazione etiope durante la carestia del 1984.  Ma gli interventi benemeriti non si contano e chi scrive confessa che, quando ne è stato informato, ha sempre sottoscritto e diffuso le iniziative avviate da questa organizzazione. Colpo al cuore agli inizi dell’anno: Times rivela che funzionari e volontari di OXFAM, profittando del loro ruolo istituzionale, hanno commesso abusi sessuali di vario genere nelle aree di intervento.  Mark Goldring, numero uno di Oxfam, pur a conoscenza dei fatti, avrebbe cercato di coprire lo scandalo. Gli abusi vengono d’altronde confermati dalla garante interna dell’organizzazione Helen Evans, e vanno dallo stupro, allo sfruttamento sessuale di ragazze, anche minorenni, costrette a prostituirsi per fame in territori di guerra come in Ciad nel 2006 o ad Haiti, devastata dal terremoto del 2010. Per lo scandalo sollevato dal Times la numero  2 della ONG Penny Lawrence si è dimessa, ritenendo assolutamente inadeguata la reazione dei dirigenti di Oxfam agli abusi commessi da alcuni loro membri nel contesto di missioni umanitarie. Fatti così gravi e indecenti da essere definiti “un fallimento morale” anche dalla ministra inglese della Cooperazione Internazionale Penny Mordaunt. In verità, risulterebbe che nel 2011 OXFAM avesse avviato una indagine interna rilevando una serie di abusi che avrebbero portato al licenziamento di 4 membri dello staff e indotto alla dimissione altri tre membri, ma lo stesso Goldring ha dovuto ammettere di non aver approfondito sui misfatti, dato che il rapporto parlava solo di “comportamenti sessuali inappropriati e molestie” ma non di “potenziali crimini sessuali che coinvolgevano minorenni”. Ulteriore accusa a OXFAM è di non avere rivelato alle altre agenzie umanitarie chi fossero i membri dello staff responsabili degli abusi, con conseguente imprudente reimpiego di personaggi immorali in altre zone critiche. Ciò sarebbe effettivamente successo per Roland van Hauwermeiren, membro senior (68 anni) dell’organizzazione, il quale, pur coinvolto nell’ingaggio di prostitute ad Haiti nel 2011, è diventato capomissione per “Action Against Hunger” (Lotta contro la fame) in Bangladesh dal 2012 al 2014. Personalmente, chi scrive crede ancora in OXFAM e nei progetti umanitari che porta avanti. Tuttavia, anche per questa organizzazione e altre ONG, ma ciò vale per ogni altra categoria professionale (politici, medici, preti, forze dell’ordine, giornalisti, avvocati, giudici), essenziale è che se esistono anche poche mele marce in categorie sostanzialmente sane, queste non vadano coperte ma denunciate ed espulse. E’ quanto mi sembra stia opportunamente facendo in questi giorni anche Medici senza Frontiere dopo le scandalose rivelazioni di abusi sessuali compiuti da alcuni suoi associati. Altrimenti, come e di chi fidarsi?