Come non accontentare la garbata richiesta di una bella ragazza, figlia di amici del cuore? Mi pregava solo di tranquillizzarla circa la comparsa da qualche tempo di un colorito violaceo ad alcune dita delle mani e dei piedi, interpretato dal curante come “acrocianosi” (ACR), per il quale però non le veniva fornito alcun dettaglio. ACR è il termine usato per indicare l’esistenza di un colorito bluastro piuttosto persistente ma reversibile delle estremità (in primis le dita delle mani e dei piedi). L’ACR, solitamente simmetrica, non è dolorosa e non si accompagna ad alterazioni cutanee delle falangi, né ad alterazioni ungueali. In chi soffre di ACR non è infrequente una aumentata sudorazione del palmo delle mani o della pianta dei piedi. Il meccanismo alla base dell’acrocianosi è bene identificato e chiama in causa lo spasmo dei capillari periferici, con conseguente rallentamento della circolazione in quell’area, ciò che comporta desaturazione dell’ossigeno emoglobinico e da qui la cianosi. Tra i fattori causali il maggior credito ce l’ha l’esposizione delle estremità al freddo (temperatura rigida, mani in acqua gelata, lavori in cella fredda), specie in soggetti magri e di sesso femminile (donne con meno di 30 anni). Questi ultimi dettagli, insieme alla constatazione che l’acrocianosi spesso si risolve definitivamente dopo la menopausa, fanno supporre che almeno in certi casi lo spasmo dei piccoli vasi correli con anomalie neuro-ormonali. L’acrocianosi primaria, non associata cioè ad altra patologia organica (evento molto più raro), è dunque una malattia benigna che tende spontaneamente a regredire, purché l’esposizione al freddo non sia troppo frequente e prolungata. L’assenza di dolore distingue comunque l’acrocianosi asintomatica dal “congelamento” che invece causa dolore: la spiegazione teleologica è che il dolore avviserebbe del pericolo e della necessità di intervenire (quando ciò è possibile). L’ACR va distinta pure dai “geloni”, bolle cutanee dolorose che possono durare piuttosto a lungo, causate non dallo spasmo ma da una rottura dei piccoli vasi delle estremità esposte al freddo e all’umidità. Diverso ancora é il morbo di Raynaud che come l’acrocianosi colpisce le estremità (mani, piedi, naso, orecchie) e che è legato ad uno spasmo eccessivo (minuti-ore) delle arterie che irrorano le estremità. Le dita nel morbo di Raynaud sono pallide (malattia del “dito morto”) diventando accese solo dopo il risolversi dello spasmo, che è seguito da dolore, formicolii e potenziali ulcere. La diagnosi di ACR è basata sull’anamnesi e sulle caratteristiche fisiche. Di solito non sono necessari approfondimenti né terapie farmacologiche. Proteggere le estremità dal freddo è la prevenzione/terapia più efficace. Insomma, la figlia dei miei amici può permettersi di vivere gioiosamente la sua vita.