Numerosi soggetti casualmente vengono punti da una o più api con conseguenze prevalentemente locali (dolore, edema, bruciore, prurito), ma talora anche generali (malore, mancanza di respiro) fino allo shock anafilattico che può essere mortale se non si interviene prontamente con farmaci adatti (in primis adrenalina). Comunque, con l’eccezione di bambini predisposti e di soggetti allergici che possono accusare uno shock dopo anche una sola puntura d’ape, per provocare un decesso sono necessarie centinaia di punture. Il secreto ghiandolare delle api introdotto con il pungiglione è ricco di diverse sostanze alcune delle quali lesive per le membrane cellulari (in primis, peptidi come la melittina e l’apamina) e altre non tossiche ma allergizzanti (come l’istamina). Le reazioni alle punture d’ape, più frequenti in apicultori e contadini (nel 20-30%), sono ben conosciute, ma meno noto è che con “apipuntura” qualcuno ritiene di poter curare malattie serie come la sclerosi multipla, l’atrofia muscolare progressiva (malattia che ha colpito lo  scopritore dei “buchi neri”, Stephen Hawking), il morbo di Parkinson, mionevralgie e artriti, il dolore da cancro e altro ancora. Per le malattie importanti orfane di cure efficaci ogni ipotesi terapeutica è naturalmente lodevole e auspcabile, purché ne sia verificata l’efficacia mediante studi clinici rigorosi (che al momento mancano completamente) e purché le cure non siano proposte in base a segnalazioni aneddotiche o unicamente a tradizioni antiche. Ha suscitato quindi molto sconcerto che in Spagna, in marzo 2018, una donna di 55 anni sia deceduta per shock anafilattico non perché aggredita da uno sciame di api inferocite, ma in un ambulatorio  durante una seduta  di apipuntura che prevede l’impiego di api vive. Le punture sono state attuate premendo ventiquattro insetti sul corpo della paziente fino ad ottenere l’espulsione dalla cute del pungiglione e della sacca velenifera. Da due anni la donna si sottoponeva all’apipuntura regolarmente ogni mese per trattare cronici dolori muscolari e mai aveva accusato fino ad allora reazioni al secreto delle api, reazioni che risultano possibili anche se assenti nelle sedute precedenti. L’apipuntura a scopo terapeutico (e anche cosmetico) è una pratica diffusa da secoli in Oriente, ma da pochi anni è stata “lanciata” anche in Occidente grazie a qualche famoso personaggio dello spettacolo o del cinema che funge da indebito “testimonial”. Prove d’efficacia e sicurezza dovrebbero essere dunque richieste con forza dai pazienti prima di rischiare, chiedendo consiglio anche al proprio medico di fiducia a meno che non sia esso stesso un convinto apiterapeuta!). Lo  shock in pazienti apitrattati, come la donna spagnola, è un naturalmente un evento molto raro ma ciò non importa nulla a  colui o colei che muore credendo di farsi curare.