Come il morbo di Crohn (MC) la colite ulcerosa (CU) fa parte delle malattie infiammatorie intestinali croniche. In quanto croniche queste malattie non sono guaribili dopo un ciclo di cura, anche se il decorso clinico può risultare di severità alquanto diversa da paziente a paziente, risultando spesso sopportabile e controllabile farmacologicamente, ma più di rado richiedente pure soluzioni chirurgiche. Anche la CU, come il MC, è caratterizzata da fasi sia di attività clinica (sintomi) ed endoscopica (lesioni della mucosa) che di apparente inattività. Tuttavia, il parallelismo sintomi/lesioni non è strettamente rispettato e circa il 25% dei pazienti che risultano momentaneamente guariti endoscopicamente presenta ancora evacuazioni più frequenti e nel 10% anche con sanguinamento rettale. Uno studio osservazionale retrospettivo multicentrico è stato condotto su 103 pazienti con CU confermata sia endoscopicamente (grado 0=malattia inattiva o lieve) che con biopsie multiple attuate nei vari distretti del colon, secondo norme codificate internazionalmente. I risultati sono interessanti e per certi versi sorprendenti. La percentuale di malati di colite ulcerosa con sanguinamento rettale era del 15% nel gruppo con CU per altro clinicamente inattiva, del 24% in quelli con attività lieve e istologia negativa. La percentuale di pazienti con evacuazioni giornaliere multiple senza sanguinamento era invece del 25% nel gruppo con mucosa endoscopicamente normale, del 39% in quelli con attività lieve e del 27% in quelli con biopsie normali. Emerge chiaramente da questo studio che soprattutto il dato istologico non correla “strettamente” con la presenza di sintomi intestinali. In conclusione, anche quando la mucosa sembra endoscopicamente guarita, non tutti i pazienti godono di una completa remissione dei sintomi. Ragione di più per ribadire che il monitoraggio a lungo termine di questi pazienti debba essere particolarmente attento al numero delle scariche giornaliere e al sanguinamento rettale. Le cause della discrepanza tra sintomi e lesioni mucosali non sono chiarite. E possibile che le ricorrenti fasi di riacutizzazione abbiano comportato dei danni strutturali nella sottomucosa interessanti il sistema nervoso autonomo situato nella parete intestinale e/o alterazioni persistenti della flora batterica (macrobiota) del colon, situazioni entrambe per altro solo ipotizzate, ma dal potenziale ancora non ben definito. Ho diretta esperienza di pazienti con CU clinicamente asintomatici da più di 10 anni, la cui colonscopia fatta eseguire comunque dal curante ogni 3 anni non é mai risultata esente da alterazioni né macroscopiche né istobioptiche. Ciò conferma, come molti hanno rimarcato, che non esistono malattie, ma solo pazienti (i quali sono diversi l’uno dall’altro) che hanno le malattie. Indubbiamente molte cose ancora ci sfuggono.