La resistenza batterica agli antibiotici, più volte trattata in rubrica, è legata principalmente all’uso spesso non necessario di questi farmaci (per es. nelle malattie da virus) e al fatto che una quota pur minoritaria di batteri risulta refrattaria anche quando l’antibiotico è efficace, mostrandosi anche in grado di trasmettere questa caratteristica alle generazioni batteriche successive. Tra le conseguenze più vistose dell’antibiotico-resistenza va ricordata la ultrarefrattarietà alle cure antitubercolari (il malato viene forzatamente isolato come un terrorista!) e a quelle per la colite da Clostridio difficile (colite che può richiedere persino l’ingestione di feci di pazienti guariti!). La situazione non è migliorata e senza provvedimenti urgenti si calcola che nel 2050 la resistenza agli antibiotici, e quindi le infezioni intrattabili, diventeranno la prima causa di morte nel mondo. Sarebbe il colmo morire meno di cancro grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie antitumorali e sconfiggere i virus più pericolosi grazie alle vaccinazioni, e passare più facilmente a miglior vita per una banale infezione batterica. Benvenuto dunque il progetto italiano “Musicare” per il controllo dell’antibiotico-resistenza, che vede l’adesione di 36 società scientifiche e associazioni di cittadini. Come rileva Adnkronos Salute, l’obiettivo comune di questi enti è quello di “lavorare a fianco del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antibiotico-Resistenza coordinato dal ministero della Salute”. Rispetto agli altri Paesi dell’Europa/Ocse l’Italia già oggi vanta il maggior numero di decessi per infezioni da batteri antibiotico-resistenti (10 mila ogni anno su un totale di 33 mila). Si calcola inoltre che più di 450 anni di vita ogni 100 mila abitanti  siano perduti  ogni anno, rispetto a una media europea di 180 anni. Ne consegue pure un costo elevato causato dall’antibiotico-resistenza nel nostro Paese: circa 600 mila euro per 100 mila abitanti/anno, il triplo della media dei Paesi Ocse che spendono circa  350 milioni di euro/ anno. Semplici avvertenze efficaci possono essere:: lavarsi spesso le mani (chi si ricorda di Ignác Semmelweis trionfatore sulla sepsi puerperale?), un uso motivato e mirato di antibiotici, una migliore igiene delle strutture sanitarie (così eterogenea nel nostro Paese!), campagne “consistenti e persistenti” di informazione ad hoc, maggiore adesione alle vaccinazioni (anche da parte dei medici e di altri operatori sanitari dei nostri ospedali che spesso non danno un buon esempio!). Secondo “Musicare” le sole misure igieniche (in primis lavarsi le mani) e l’uso responsabile degli antibiotici consentirebbero pure un ritorno di 2 euro per ogni euro investito. Conviene ricordare che nel 2050 i bambini di oggi saranno poco più di trentenni, nel pieno della vita attiva: pensiamo anche a loro.