L’“International Journal of Geriatric Psychiatry” ha pubblicato qualche mese fa un articolo riguardante i possibili rapporti intercorrenti tra l’artrite e la depressione in soggetti di mezza età. Autori della ricerca sono dei ricercatori della North Texas University di Denton guidati dalla Dr.ssa Jessica Brooks, i quali hanno reclutato nello studio 4.792 pazienti con depressione e artrite diagnosticata dal medico sulla scorta non solo della clinica ma in base ad esami specifici. I partecipanti di età media di 64,5 anni erano affetti da una serie di malattie o acciacchi concomitanti (“comorbidità”): Il 56,7% era iperteso, il 39,3% era obeso, il 22,5% soffriva di diabete di tipo 2 e il 17% risultava cardiopatico. Dallo studio emergeva che la prevalenza dell’artrite era progressivamente più elevata nei pazienti con depressione in parallelo con il grado di questa: 55,9% in quella lieve, 62,9% in quella moderata e 67,8% in quella grave. Inoltre, i tassi, di prevalenza, aumentavano comunque con l’età, risultando più elevati specie nei pazienti di età compresa tra 70 e 79 anni e, ancor più, negli ultraottantenni. Al contrario, nei soggetti di pari età non affetti da depressione i tassi di artrite risultavano significativamente più bassi (38,2%). I ricercatori dimostravano che la correlazione artrite-depressione persisteva anche dopo aver considerato altri fattori possibilmente confondenti, quali sesso, etnia, educazione, dipendenza dal fumo e comportamento sedentario. Secondo la Brooks “I medici di famiglia e i reumatologi dovrebbero considerare maggiormente lo screening della depressione e farlo di routine nei pazienti affetti da artrite. Viceversa, chi si occupa di salute mentale dovrebbe essere consapevole dell’elevata probabilità di soffrire di artrite tra i pazienti più anziani”. Confesso che lo studio lascia molto perplessi per tutta una serie di ragioni. Primo, non è certo una sorpresa che più anziani si diventa e maggiormente si registrano magagne osteoarticolari dolorose. Secondo, il parallelismo tra gravità dell’artrite e gravità della depressione sembra piuttosto logico anche se non ineluttabile. In terzo luogo non è facile stabilire se “nasce prima l’uovo o la gallina”: l’anziano diventa depresso perché l’artrite gli impedisce di fare quello che faceva prima (praticare uno sport, ad esempio) o la depressione dovuta ad altri motivi lo rende più suscettibile al dolore artritico. Quarto, la casistica studiata, non “pura” ma contrassegnata da comorbidità non marginale, aggiunge a mio avviso un elemento di incertezza interpretativa. Quinto, è ben noto in medicina che associazione non significhi di per sé correlazione causale, un nesso che richiede ben altro. Infine, chi si occupa di salute mentale sarà sicuramente allertato spontaneamente dall’anziano che soffre di artrite senza che debba lui approfondire ad hoc.