Articoli e trasmissioni sulle diete ci opprimono ma solo in pochi casi la dieta assume un ruolo cruciale (obesità, diabete, insufficienza epatica e renale gravi, malnutrizione severa, celiachia). Di recente si sta tentando di definire una dieta atta a prevenire la neo-formazione di ulteriori polipi nella sindrome rara nota come poliposi adenomatosa familiare (PAF), contrassegnata dalla presenza nel colon di centinaia-migliaia di polipi. Diversa dai polipi dei soggetti di età medio-alta, la PAF è una malattia ereditaria “rara”, che affiora nella seconda decade di vita. La PAF va inesorabilmente incontro entro i 30-40 anni alla degenerazione carcinomatosa di uno o più polipi e per questo è prevista una colonscopia ogni sei mesi a partire dai dieci anni di età, o dall’insorgenza di sintomi improvvisi come stipsi, diarrea, rettorragia, dolori addominali. Per evitare che i polipi degenerino in cancri si ricorre alla rimozione non dei polipi che sono troppo numerosi, ma dell’intero colon (colectomia). Una resezione così precoce del colon in adolescenti (con abboccamento dell’intestino tenue al retto), altera la loro qualità di vita, senza tra l’altro escludere la possibile neoformazione di polipi nel retto qualora non asportato in precedenza. All’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) è pertanto in corso uno studio per vagliare se con la dieta sia possibile ridurre fattori alimentari ipoteticamente favorenti la neoformazione di polipi nei soggetti operati per PAF. La dieta prevede l’esclusione di alimenti che velocizzano l’aumento post-prandiale della glicemia, quali in primis le bevande zuccherate, la farina 00 (il prodotto più raffinato ottenuto dalla macinazione del grano), il pane bianco i dolciumi in genere e le patate. La dieta sperimentale prevede pure riduzione dei formaggi stagionati e degli alimenti ricchi di grassi saturi (carni rosse specie se conservate, burro, ma anche alimenti di origine vegetale, come le margarine). Per la Dr.ssa Patrizia Pasanisi, ricercatrice dell’INT, andrebbero privilegiati invece cereali integrali, noci e farine di legumi, dessert alla frutta, datteri, uvetta, albicocche secche, patate dolci. Al fine di ripristinare l’equilibrio della flora intestinale ritenuta importante dagli sperimentatori, la dieta prevede pure yogurt di vario tipo (kefir, yakult), miso (derivato di semi di soia), miele, “pre-biotici in forma di fibra solubile (legumi frutta secca, noci, avena, aglio, asparagi) e ai “pro-biotici” (microorganismi vivi, fibre solubili, porri, cipolle, e alimenti fermentati). Chi scrive è piuttosto scettico (ma pronto a ricredersi di fronte a prove) circa la reale efficacia dietetica in una in malattia ereditaria come la FAP, mentre è possibile (ma sempre da dimostrare) che una dieta simile risulti utile negli adulti predisposti alla formazione di polipi anche multipli ma non su base ereditaria.