A prescindere dal  paventato rischio di danno cerebrale dovuto all’uso dei telefonini (su cui ritorneremo),  conviene oggi fare il punto sul rischio batterico potenziale dei cellulari. Il telefonino è diventato infatti un oggetto quasi inseparabile nella vita di molti, in viaggio, al lavoro e persino al cesso, per il timore ansiogeno di essere chiamati quando scappa un bisognino. “Query Online”, periodico del CICAP, segnala che c’è chi asserisce che “sulla superficie del cellulare ci sono più germi che nell’asse del water!”, e opportunamente ha affrontato questo problema nel numero del  6 maggio 2019. Una carica batterica sottostimata o ignorata dalla popolazione in effetti esiste, ma non si estingue certo con gli smartphone.  Scrive Query Online: “La conta batterica sullo schermo [dei cellulari] in effetti può risultare anche molto superiore a quella dell’asse del water”. Anche per sdrammatizzare, va però detto in via preliminare  che non tutti i batteri sono una minaccia. In apparente paradosso, più che non i cellulari di persone comuni sono quelli dei medici ospedalieri che possono essere vettori di agenti patogeni (in primis “Pseudomonas” e “Klebsiella pneumoniae”). In ogni modo la presenza di batteri è massima sui cellulari usati quotidianamente dagli adolescenti. Ma i batteri non si limitano ai telefonini e sono in agguato sulla scrivania e specie tra i tasti del computer, perché è tecnicamente difficile tenere disinfettata giornalmente la tastiera. E che dire poi delle lenzuola o degli utensili di cucina e in particolare del tagliere che può contenere più coliformi (includenti quelli fecali) del water. Tra i maggiormente ricchi di microbi è comunque la spugna dei piatti che ne ospita una varietà (tra cui coliformi e stafilococco aureo) ed è pure ricca di muffe per cui andrebbe cambiata settimanalmente. In definitiva, il cellulare è certo un habitat favorevole ai batteri ma non è né l’unico né il più incriminabile. D’altra parte è pur vero che i telefonini sono “sempre” con noi e che possono esser condivisi con altre persone ed è inoltre innegabile che la necessità di pulirli venga sottostimata: ci si accontenta di passare fugacemente un panno sul monitor solo quando questo risulta “evidentemente sudicio”, quindi più per leggerlo meglio che per disinfettarlo. Una pulizia più accurata non riguarda solo il display ma tutto il cellulare, evitando però di trasferire liquidi disinfettanti all’interno dello smartphone. Consigliabile ad hoc un apposito panno in microfibra (panno sintetico fatto da due componenti) leggermente inumidito. In conclusione, è vero che il cellulare contiene più batteri che l’asse del water, ma anche che è meno sporco di altri oggetti o strumenti di uso comune cui non si pensa. Meglio in ogni modo evitare la cellulare-dipendenza, usando il telefonino quando proprio occorre e non per motivi banali.