Telefonini e computer stanno rivoluzionando molti aspetti e non risparmiano nemmeno i rapporti tra i due sessi. Persone che non si conoscono, grazie a siti specifici o a qualche “app”, con un semplice clic possono entrare in contatto con numerosi interlocutori con i quali iniziare una conoscenza prima platonica e in inseguito  diretta, dopo aver concordato un incontro. Questo potrà avviare una relazione duratura, chiudersi subito oppure tradursi in incontri sessuali reciprocamente “disimpegnati”, non scevri peraltro di pericoli (la cronaca e non pochi thriller lo documentano chiaramente). L’iter è semplice: ci si iscrive a uno dei siti progettati ad hoc, si scarica qualche foto (sobria o allusiva o esplicita), si aggiungono dettagli circa i propri interessi e preferenze e, se ci sono, si sfogliano dei cataloghi che consentono già una pre-selezione di soggetti di possibile interesse. Come se si trattasse della spesa in un supermercato, dove si “mette nel carrello” il prodotto che attira maggiormente (uomo o donna, in questo caso). In questi supermercati sui generis le “merci” vengono pure suddivise in reparti: in un sito francese per donne (“adotta un ragazzo”) vengono proposti profili come “palestrati”, “bohemienne”, “figlio di famiglia agiata” e via dicendo. Non mancano, naturalmente, siti per incontri di omosessuali. Il ricorso alla ricerca di un partner, noto come “dating online” (dal verbo inglese to date che sta per “uscire con ragazzi/e”) è in progressivo aumento. Stando a Tinder, “app” ideata per far incontrare sconosciuti (solo per iscritti a Facebook), sono cinquanta milioni gli utenti attivi in tutto il mondo. Tali numeri dimostrano che le nuove tecnologie stanno cambiando, anche le abitudini più personali e intime e la stessa spontaneità dell’eros. La rivista culturale “Lucidamente” osserva come il “dating online” semplifica indubbiamente l’approccio con l’altro sesso, rilevando che “non c’è bisogno di mettersi in gioco e studiare una frase a effetto per attaccare bottone e non c’è rischio di fare una figuraccia o di balbettare: tutto è filtrato da uno schermo e da una chat, che frenano l’inibizione e limbarazzo”. Mentre un tempo si diceva (sarà poi vero?) che “gli opposti si attraggono”, il contatto via mail o smartphone sembra annullare questa ipotesi, nel senso che chi si rivolge a queste tecniche per incontrare l’anima gemella (o solo il corpo?) non cerca l’opposto, ma il simile. Chi scrive, inoltre, circa la seduzione virtuale e la intensità dei sentimenti che eventualmente si sviluppano in seguito, ha non poche perplessità. Per la passione nata sostanzialmente a  tavolino, avverte una  forte  sensazione di mediocrità, ingenuità e infantilismo. Credo, insomma, che un romantico come Garcia Lorca mai si sarebbe iscritto a un “sito di accoppiamento” e mai avrebbe scritto sul telefonino “Quanto mi costa amarti come ti amo!”.