L’Helicobacter pylori (HP), diventato uno dei batteri più noti anche al grande pubblico, è stato scoperto (e disegnato a mano!) già nel 1892 dal patologo dell’Università di Torino Giulio Bizzozzero, che non ne aveva però capito la patogenicità. L’HP è rimasto poi ignorato fino alla “riscoperta” del batterio nel 1985 da parte degli australiani B. Marshal e R. Warren (per questo Premi Nobel nel 2005). Da allora si sanno un sacco di cose su questo batterio che resiste all’acido cloridrico dello stomaco in quanto capace di nascondersi sotto il muco superficiale gastrico grazie alle le sue ciglia che gli consentono il movimento in profondità. In particolare alcuni ceppi di HP causano la gastrite cronica e l’ ulcera duodenale e gastrica in un discreta percentuale di pazienti (circa il 10%) e il batterio è pure considerato dall’Agency for Research on Cancer un “fattore carcinogeno di gruppo 1”, potenziale co-fattore oltre che del cancro anche del linfoma gastrico (maltoma). Una ricerca 2019 di K-C Hu e collaboratori, pubblicata in “Clinical Infectious Disese” indicherebbe che la persistenza dell’HP nello stomaco aumenta pure il rischio di adenoma (sinonimo di polipo) del colon-retto, mentre l’eradicazione del batterio porterebbe a una ridotta formazione di tali adenomi. Questa è la prima dimostrazione di un rapporto tra HP e potenziale formazione di polipi colorettali, benché le ragioni di questa associazione (correlazione?) sono tutt’altro che chiarite e richiedono ulteriori indagini di approfondimento. Lo studio di coorte di Hu e collaboratori è retrospettivo, includente 615 adulti senza storia in anamnesi né di adenoma colorettale né di cancro gastrico, reclutati per un programma di screening con ripetizione periodica di esami endoscopici tra luglio 2006 e giugno 2015. Tutti i pazienti erano inoltre sottoposti a biopsia gastrica per verificare la persistenza dell’HP o la sua eradicazione. Nel corso del monitoraggio l’incidenza dell’adenoma colorettale risultava di 160/1000anni/persona nel gruppo con persistenza dell’HP (eradicazione fallita) e di  51,60 /1000 anni/persona nel gruppo  di pazienti in cui l’eradicazione del batterio era avvenuta con successo. Più chiaramente, in linguaggio non medichese, ciò significa che i soggetti con HP-persistenza mostrano un rischio di adenoma colorettale 3 volte superiore rispetto ai soggetti HP-eradicati. La percentuale di cancro colorettale in soggetti HP-eradicati  o già in partenza HP-negativi risulta invece sovrapponibile (23,93% vs 20,12%). Nonostante alcune limitazioni metodologiche (studio retrospettivo, casistica modesta, possibili fattori confondenti non rimossi del tutto), la ricerca suggerisce di non sottovalutare un possibile co-ruolo dell’HP nella formazione di polipi colorettali, lesioni precancerose che favoriscono notoriamente lo sviluppo di cancro nel grosso intestino.