Anche persone che non brillano per cultura (magari non per colpa loro) discettano spesso oggi con assoluta disinvoltura su “biologico”, o semplicemente su “bio”, un termine di cui ignorano per altro il reale significato. Sconcertante in particolare è che considerino bio sinonimo di “naturale” o in qualche modo di “non manipolato”. Ad esempio si ritiene “biologica” un’agricoltura (e un allevamento) che escluda l’uso di pesticidi e di organismi geneticamente modificati. Molte aziende alimentari e siti web convincono che “bio” sia sinonimo di sano, con conseguenze che non riguardano solo il maggior costo. Ben più grave è la distorsione culturale che ne deriva. 400 tra agronomi, ricercatori, docenti universitari hanno pertanto firmato mesi fa una lettera che è stata indirizzata a tutti i senatori al fine di far ritirare la legge prevista per l’agricoltura biologica. Questo decreto licenziato dalla Camera aveva subito suscitato aspre critiche dalla gran parte degli scienziati. Tra questi la prof. Elena Cattaneo farmacologa, biologa, (e superesperta di cellule staminali) dell’Università di Milano. La Cattaneo si mostra molto critica al riguardo in un’intervista a Micaela Cappellini del Sole 24Ore, dove afferma testualmente: “Il biologico? Una favola <bella e impossibile>”. Considerazioni importanti della scienziata condivise dagli altri 400 ricercatori − riportate sempre dalla Cappellini − sono che ”Per giustificare prezzi fino al 100% superiori, è stata promossa l’illusione che il “bio” fosse l’unico metodo in grado di salvare il mondo e farci vivere meglio e di più. Ma non esistono prove scientifiche a confermarlo, anzi le analisi dicono che i prodotti biologici non sono qualitativamente migliori e che il “bio” su larga scala è insostenibile, in quanto per le principali colture produce fino al 50% in meno, richiedendo il doppio della terra. Per convertire il mondo al biologico si dovrebbe rendere coltivabili milioni di ettari sottraendoli a foreste e praterie”. Altra critica è che il decreto prevedrebbe finanziamenti solo per la ricerca sul biologico invece che per la agricoltura in generale. Questo supporto servirebbe invece a capire quale metodo sia scientificamente migliore quanto a “efficienza, resa e difesa dell’ambiente” e, solo dopo, decidere su cosa scegliere e finanziare. Molto grave per la Cattaneo pure il fatto che nel decreto si equiparino agricoltura biologica e “biodinamica”, influenzata quest’ultima dal pensiero steineriano e cioè da mai dimostrate credenze esoteriche, come la fecondazione cosmica potenziabile con l’uso del “cornoletame” (letame di vacca in corno di vacca) e vesciche di cervo riempite di fiori di “achillea” già citati in precedenza. Consigliato al lettore il mirabile libro “Frammenti di chimica” edito da C1V di Pellegrino Conte, Docente ordinario di “Chimica agraria” all’Università di Palermo