Quello della nazionalità italiana acquisibile da uno straniero è un problema complicato e su questa questione le posizioni dei diversi partiti sono alquanto eterogenee. Prescindendo ora da quale potrebbe essere la normativa più equa, si dovrebbe ipotizzare un accordo trasversale affinché la norma vigente in quel momento fosse almeno chiara.  Il nostro è invece il Paese dove l’interpretazione delle leggi può essere più soggettiva che univoca, ciò che influenza inevitabilmente pure la loro applicabilità di per sé alquanto aleatoria (chi non ricorda  − Purgatorio, Canto XVI − il dantesco ”Le leggi son, ma chi pon mano ad esse”?). Esistono in effetti norme assolutamente confuse se non contraddittorie, che con un po’ di buon senso potrebbero forse risolversi senza troppe difficoltà. E’ il caso, ad esempio, degli stranieri che vivono da anni nel nostro Paese: la legge consente ai minori ancora privi di nazionalità italiana di impegnarsi in attività agonistiche senza però dar poi loro la possibi ità, se battono un record, di venir riconosciuti primatisti e di essere inseriti nelle squadre nazionali, per le quali è pretesa la cittadinanza. Caso recente è quello di Grat Nnachi, quattordicenne tesserata per il CUS Torino, su proposta del suo insegnante di ginnastica che aveva intravisto in lei grandi potenzialità nel salto con l’asta. Ebbene, in aprile la quattordicenne, nata da genitori nigeriani, ha stabilito il record italiano di categoria di salto con l’asta superando i 3 metri e 70 cm (versus il precedente primato di 3  metri e 60). Il record non è stato tuttavia riconosciuto dalla “Federazione Italiana di Atletica Leggera” (FIDAL), perché la Nnachi risultava ancora priva della cittadinanza italiana. Paradossale: tu concedi che un (o una) giovane atleta si iscriva a un circolo sportivo italiano e gareggi con i suoi colori, ma se egli o essa stabiliscono un primato, questo non avrà valore e l’atleta inoltre non potrà gareggiare per la Nazionale. Tale assurda incongruenza ha provocato l’intervento de “Le Iene,” grazie al quale a fine maggio Grat Nnachi ha conseguito una prima vittoria legale. Il consiglio federale della FIDAL ha infatti modificato le disposizioni precedenti riguardanti i primati nazionali. Per il riconoscimento di un record agli atleti basteranno 3 presupposti: che essi siano tesserati per una società italiana, che siano residenti in Italia e che siano iscritti ad una nostra scuola. Queste 3 precondizioni Nnachi ce le ha tutte e il record è dunque suo. In precedenza casi analoghi, con esclusione dalle Nazionali, sono stati quelli del giovane romeno Eduard Gugiu, vicecampione italiano assoluto di tuffi dalla piattaforma dei 10 metri e di Alessandra Ilic, serba cresciuta in Veneto, campionessa giovanile di judo. E che dire dei calciatori di pelle scura italiani, che per qualcuno non sono “italiani del tutto”?