Sono certo che un recente avviso ministeriale in rete per difendersi dalle bufale in tema di prevenzione del COVID-19 sia stato letto assai meno delle cialtronate dilaganti sul web. Ritengo per questo di tentarne una sintesi. Vanno anzitutto banditi i gargarismi con candeggina inefficaci e irritanti. Secondo, a tranquillità di molti Amish, il contagio non è favorito da barba e baffi per cui è inutile tagliarseli. Altra bufala è che il contagiato se ne accorge sempre di esserlo, mentre non pochi contagiati sono asintomatici. È vero che i bambini sembrano aggrediti dal coronavirus meno degli adulti, ma la regola non è assoluta e le spiegazioni di questa eventuale refrattarietà non convincono. Il salto di specie all’uomo di un virus prima presente solo in animali (“spillover”, in gergo tecnico), come è avvenuto per il COVID-19, ha alimentato in qualcuno il sospetto che pure gli animali domestici possano contribuire al contagio, ma di ciò manca ogni prova. A prescindere dal COVID-19, resta comunque raccomandabile il lavaggio delle mani dopo contatti con animali domestici per difendersi da altri microorganismi (lavaggio spesso disatteso, specie quando si è a tavola e si è sollecitati dallo sguardo languido dei nostri quattrozampe a mollar loro con le mani qualche boccone extra!). Sbagliato pensare che il COVID-19 sia una mutazione del normale virus influenzale, perché esso fa parte di una famiglia di virus a sé stante, tutti tra loro simili. C’è chi consiglia senza prova alcuna dell’utilità, di lavarsi capelli e vestiti al rientro a casa. Se si rispettano le distanze previste, il lavarsi bene le mani è infatti sufficiente e così dicasi per la pulizia delle scarpe a meno che uscendo non si siano calpestate superfici contaminate dall’espettorato o dagli starnuti di una persona infetta (o dalla “popò” non rimossa den nostro fido!).  Se comunque in casa ci sono bimbi piccoli che giocano per terra, si può prudenzialmente togliersi le scarpe all’ingresso e pulire il pavimento con candeggina. Ricordarsi che il virus sulle superfici non dura molto (giorni) ed è presente in quantità  ben inferiore a quella prodotta da uno starnuto. Non ci sono dati circa la sopravvivenza del coronavirus sugli alimenti (pane, verdure), ma tale rischio è altamente improbabile se chi vende e chi compra ha seguito le raccomandazioni (mascherine, guanti, lavaggio delle mani). L’ipotesi che bere tanta acqua serva a “spingere” il COVID-19 nello stomaco per farlo distruggere dall’acido è pura fantasia, così come l’efficacia anticoronavirus delle vitamine C e D, o che siano le zanzare a trasmettere il COVID-19. Dulcis in fundo: mancano ad oggi evidenze scientifiche che supportino una correlazione tra 5G e COVID-19. Lampade  a raggi UV possono solo irritare la cute ma il coronavirus si…abbronza soltanto. Antibiotici? Del tutto inefficaci (in assenza di co-infezione batterica).