Specie quando riguardano la salute le informazioni devono essere chiare e precise. Nelle emergenze sanitarie, quali la pandemia da COVID-19, la responsabilità maggiore nell’informare spetta alle Istituzioni che hanno l’obbligo di avvalersi di veri esperti a tutela della comunità. Le notizie aleatorie, se non bufale tout court, possono infatti fare particolarmente male e favorire da un lato timor e ansie se non panico o, dall’altra, sdrammatizzazioni acritiche che possono tradursi in comportamenti inappropriati pericolosi per sé e per gli altri. I giornalisti della carta stampata e radiotelevisivi hanno ovviamente il dovere di riportare pareri anche diversi riguardanti dettagli e cifre della virosi e i comportamenti da adottare per arginare la pandemia. Tuttavia, “conditio sine qua non” dovrebbe essere che nel riportare o sollecitare pareri altrui si siano assicurati di aver contattato e interpellato personaggi, magari in disaccordo ma esperti nel campo delle virosi, e non soggetti, di dubbia competenza specifica (e non sempre in buona fede). Ci sono siti che si occupano proprio di denunciare le notizie farlocche, ma per i non addetti, specie anziani e/o non dei diavoli al computer, questi siti web non sono di facile individuazione, mentre ben maggiore è la tendenza di molti a consultare i social sul telefonino. Pensiamo in effetti alla discrepanza tra i tanti che si informano sul cellulare e in TV e i pochi che leggono i giornali. A maggior ragione, il ruolo dei giornalisti seri che ricorrano a fonti rigorose è particolarmente prezioso. Uno degli enti che da 1989 lotta contro le pseudo-notizie scientifiche in generale è il CICAP, acronimo che inizialmente stava per “Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale” (tra i fondatori Piero Angela) e che ora è diventato “Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni Pseudoscientifiche”. Proprio il CICAP chiede oggi ai mass media “massima cura nella verifica delle notizie … e nell’evitare a tutti i costi gli scoop e la diffusione di notizie non verificate più che mai inopportune”. Consigli per il buon giornalista secondo il CICAP: 1. In merito alle politiche di contenimento della diffusione evitare di intervistare personaggi dello spettacolo, dell’industria o dello sport; 2. Specie i giornalisti che si occupano di divulgazione scientifica devono verificare comunque le fonti ed evitare di propagare, pur se commentate criticamente, notizie infondate (ad es., l’efficacia anti-COVID-19 della vitamina C e D; 3. Evitare frasi e linguaggio ambigui che specialmente in soggetti fragili possono alimentare angoscia, invece che stimolare la prudenza; 4. Ribadire come insinuazioni complottistiche talora ventilate (creazione volontaria del virus per scopi economico-politici o “fuga” accidentale di virus dai laboratori) sono deprecabile fantascienza.