È ormai noto che il COVID-19 è trasmesso da persona a persona a causa delle goccioline infette emesse da un contagiato con respiro, tosse o starnuti che raggiungono orofaringe e naso o che contaminano gli occhi se toccati da mani infette. I media sono invece più vaghi in merito al rischio di contagio con gli alimenti e alle precauzioni per chi va a far la spesa. Il Journal of American Medical Association (JAMA) nell’ultimo numero insiste invece su alcuni consigli pratici (realizzabili?) per coloro che entrano nei negozi alimentari in era COVID-19. Va intanto scrupolosamente osservata pure nei negozi di alimentari la distanza di 1-2 metri tra i compratori che devono indossare le mascherine. Per la verità, in Italia si indossano anche i guanti per cui certe norme di JAMA da noi paiono superflue: quelle, ad esempio, di usare disinfettanti (disponibili?) per i maniglioni dei carrelli o per i manici dei cestelli della spesa o di disinfettare ulteriormente le mani, dopo essere stati in coda senza guanti per pagare alla cassa. Non deve comunque andare in un negozio alimentare il soggetto che lamenti sintomi quali febbre, tosse, starnuti, alterazioni del gusto e dell’olfatto. Sempre secondo il JAMA, quando i cibi non sono chiusi in contenitori, i COVID-19 eventualmente presenti possono rimanere infettivi fino a 72 ore, mentre su normali superfici gran parte dei virus diventerebbero non contagianti dopo le 24 ore. È in ogni modo non provato che i coronavirus improbabilmente dispersi sugli alimenti possano trasmettere la malattia ed è altrettanto improbabile la contaminazione dei contenitori sigillati dei vari cibi. Se si usano borse della spesa monouso, per JAMA sarebbe bene eliminarle una volta rincasati. Tolti gli acquisti alimentari dalla sporta, previa disinfezione delle superfici sulle quali gli alimenti vengono momentaneamente appoggiati per essere poi conservati, lavarsi subito le mani per almeno una trentina di secondi con acqua e sapone e/o disinfettanti alcolici. Risciacquare bene specie frutta e verdura e lavarsi poi nuovamente le mani prima di mangiarle, evitando in ogni modo di condividere con altri commensali piatti e posate. Precauzioni alimentari speciali per gli anziani? – si chiede ancora JAMA: la risposta è sì. Ultrasessantacinquenni, specie se affetti da patologia cronica, dovrebbero evitare in modo assoluto di fare la spesa nei negozi. Se vivono soli, dovrebbero chiedere a un vicino o a un parente di acquistare gli alimenti che servono lasciarli fuori dalla porta o pure all’interno, ma sempre a debita distanza. JAMA non sa che a Bolzano non mancano per fortuna benemerite organizzazioni (segnalate opportunamente ogni giorno anche sul nostro quotidiano) che si occupano di questo tipo di aiuto a domicilio per fornire non solo alimenti ma all’occorrenza anche medicinali. Tanta solidarietà e non solo mafia in questo Paese.