L’equilibrio dei giudizi in particolare tra gli italioti, ondeggia facilmente in tutti campi. In ambito medico si assiste spesso ad un atteggiamento contraddittorio nei confronti dei dottori (ospedalieri e no). “Lettere al Direttore” dei quotidiani piene di gratitudine si alternano non di rado a pepate lamentele. Come in tutte le categorie, anche tra il personale sanitario (comprese le segretarie di reparto!) ci sono quelli più o meno bravi, quelli caratterialmente più ciarlieri o più distaccati, quelli più portati a simpatizzare col malato. D’altronde, anche tra i pazienti ci sono quelli consapevoli di quanto ricevono (che talora è più di ciò che accade tra le mura domestiche!) e altri che invece si lamentano di tutto. In verità, specie in passato, il paziente non aveva quasi diritto di parola e la supponenza dei medici, ancorché validi professionalmente, creava un distacco non piacevole e poco proficuo tra medico e paziente. Molti ricorderanno al riguardo il libro del 2001 “Camici e Pigiami” del collega Paolo Cornaglia Ferraris, il quale faceva osservare il grado di inevitabile sudditanza che si viene comunque a creare tra i “camici” che stanno in piedi e guardano dall’alto i “pigiami” sdraiati e intimiditi. A prescindere dalle generalizzazioni sempre odiose, in questo periodo segnato dal COVID19, l’alternarsi di giudizi sui medici ha raggiunto l’apice. I dottori e il personale sanitario in genere, parte dei quali criticati fino all’altro ieri per la scarsa competenza o perché poco empatici e frettolosi nell’ascoltare, sono improvvisamente diventati degli encomiabili eroi (e per chi scrive lo sono!). Naturalmente si registrano in Sanità oltre che errori incresciosi, ma inevitabili nei grandi numeri, pure veri e propri casi di indecente malamedicina che vanno assolutamente sanzionati. Prima della pandemia da COVID19 che come dicevo ha ravvivato massimo rispetto per medici e infermieri (150 decessi complessivi al 15 di aprile!), si era invece registrato contro di loro un aumento specie al Pronto Soccorso di atti di violenza di vario tipo che vanno deprecati e denunciati in ogni caso, anche quando fossero motivati da un comportamento discutibile del dottore. In ogni modo la gentilezza con i malati va considerata doverosa non solo per ragioni etiche, ma come precauzione onde evitare violente reazioni verbali dei pazienti. È comunque importante in proposito che il medico sappia che, secondo la Cassazione, anche l’informazione “non adeguata” a un paziente lucido e cosciente su possibili effetti negativi della cura proposta costituisce di per sé reato (”violazione del dovere di informazione”). Infatti, solo se informato in modo appropriato il paziente è in grado di accettare o rifiutare l’intervento medico propostogli. La deficitaria delucidazione del curante comporta pure uno specifico risarcimento al malato per il danno subito.