Il rapporto tra uso dei cellulari e insorgenza di tumori cerebrali è motivo di preoccupazione da quando nel 2011 I’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha definito le onde elettromagnetiche emesse dai cellulari “possibili” cancerogeni per l’uomo. Di fatto, in coloro che usano da vent’anni il cellulare sembra aumentato il rischio di “glioma” cerebrale, tumore che si sviluppa non dai neuroni ma da cellule dette “gliali”, presenti nel cervello e dotate di multifunzioni. Ciò ha messo sotto tiro anche l’uso di televisori, radio, wi-fi, forni a microonde, dispositivi “bluetooth” e telefoni “cordless”. Tale rapporto era criticato in altri studi prevalentemente retrospettivi, per altro con i limiti che li caratterizzano. I prof. R. Orecchia (Istituto Sup. di Oncologia) e A. Polichetti (CNR-ISS) ritengono comunque che ”sia impossibile al momento dimostrare un nesso eziologico” tra uso prolungato di cellulari e tumori cerebrali. Orecchia precisa che le onde elettromagnetiche di frequenza relativamente bassa, al contrario di quelle di maggiore frequenza (dette di tipo ionizzante), “non rompono il DNA del nucleo cellulare”, danno che favorirebbe la degenerazione tumorale. Ciò si scontra con la sentenza della Corte d’Appello di TO (14/1/2020) che ha confermato il verdetto di primo grado del giudice di Ivrea L. Fadda nel 2017: questi aveva già condannato l’INAIL a risarcire l’ex-dipendente Roberto Romeo con una rendita per malattia professionale, considerando tale il “neurinoma” del nervo acustico destro (lato d’uso del cellulare). L’ISS dal canto suo rileva come lo IARC abbia definito le radiazioni dei cellulari non ionizzanti solo “possibilmente” e non “probabilmente” cancerogene per l’uomo. In Aprile 2019 un “Advisory group” dello IARC, comprendente 29 ricercatori di 19 Paesi, ha ritenuto pertanto prioritaria una rivalutazione della cancerogenicità dei cellulari da realizzarsi nel periodo 2020-2024. In attesa, alcune osservazioni generali: 1. il neurinoma del nervo acustico del Romeo, di natura benigna, è ben diverso dal glioblastoma, nasce dalle “cellule di Schwann” che circondano a mo’ di guaina mielinica i prolungamenti dei neuroni; 2. I telefonini oggi non sono più confrontabili con quelli degli anni ’90; 3. Telefonare quando serve e non per motivi banali; ciò vale specie per bambini e adolescenti che hanno una lunga spettanza di vita; 4. Attenti pure alle possibili pressioni dei produttori di cellulari!; 5. L’uso degli auricolari è “probabilmente” utile (utilità peraltro tutta da dimostrare); 6. Lo stesso vale per la precauzione di non dormire col cellulare vicino; 7. Tumori a parte, non dimenticare il rischio (per sé e per gli altri) causato dall’uso dello smartphone quando si è alla guida; 8. Chiosa finale: i fumatori di 40 sigarette al giorno che si preoccupano del rischio cancerogeno dei cellulari sono quanto meno…patetici