Il numero di agosto del Journal of the American Medical Association affronta l’importanza della vaccinazione anti-influenza stagionale (FLU) al tempo del COVID-19. La rivista rimarca in primis la rilevanza clinica della abituale FLU, offuscata dall’entrata in scena del COVID -19. Nei soli Stati Uniti si stima che la FLU colpisca tra i 9 e i 45 milioni di individui, causando 12-60 mila decessi. Cifre così differenti dipendono dalla cospicua diseguaglianza socioeconomica vigente negli USA unita a un’assistenza sanitaria pubblica a dir poco scadente. IL vaccino anti-FLU è quindi il mezzo più efficace per proteggere i cittadini dal virus e il numero di persone che si vaccinano è persino più importante dell’efficacia del vaccino stesso. Nel 2018-19 solo il 40% degli americani si era vaccinato e ciononostante i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno stimato che tale vaccinazione è stata sufficiente a prevenire 4,4 milioni di malati di FLU, 58 mila ospedalizzazioni e 3500 morti. Nel 2020, la preoccupazione è aumentata per l’entrata in scena del COVID-19 che nei contagiati sintomatici, può provocare sintomi simil-influenzali, complicando così la diagnosi. Ciò rende ancor più importante la vaccinazione anti-FLU che servirà almeno a limitare il rischio di una doppia virosi. I CDC raccomandano che a partire dai 6 mesi di età la popolazione venga vaccinata ogni anno per la FLU con rare eccezioni. A rischio di decorsi più severi sono: bambini di età inferiore ai 2 anni, ultra 65enni, soggetti con sistema immunitario compromesso, affetti da malattie croniche polmonari, cardiache, renali, epatiche e donne incinte. Anche in queste la vaccinazione anti-FLU è efficace e non aumenta il rischio di aborto. Eppure, solo il 50% delle donne incinte si sottopongono a tale vaccinazione, ciò che aumenta il rischio di FLU e di severe complicazioni anche per il feto. La risposta al vaccino anti-FLU richiede circa 15 giorni per essere soddisfacente, per cui ci si dovrebbe vaccinare almeno 2 settimane prima che la FLU cominci a diffondersi (tra fine settembre e metà ottobre). È bene tuttavia sapere – insiste JAMA – che la vaccinazione anti-FLU non protegge assolutamente dal COVID-19, ed è solo possibile (ma non dimostrato) che questo coronavirus faccia meno danni in un soggetto già vaccinato contro i virus dell’influenza stagionale abituale. Per tale motivo il Ministero della Salute per la stagione 2020-2021 ammette la vaccinazione anti-FLU gratuita, oltre che per le categorie a rischio suddette, anche a soggetti di età compresa tra 60 e 64 anni. IL vaccino è fortemente raccomandato (ma dovrebbe diventare obbligatorio) a coloro che professionalmente vengano a contatto con pazienti e specie con anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungodegenza. Da ribadire: vaccino anti-FLU gratuito nei soggetti a rischio e opportuno per tutti.