Una revisione sulla rivista “GUT” del 2020 è dedicata al morbo di Barrett (MB), descritto per primo da Norman Barrett nel 1950. Il MB è presente in una quota di pazienti affetti da reflusso gastro-esofageo. Ai non pochi lettori non medici che mi chiedono in proposito, ricorderò intanto che la mucosa dell’esofago, rivestita da cellule piatte pluristratificate, è più chiara e ben distinguibile da quella dello stomaco. Essa non è protetta dall’acido gastrico che eventualmente refluisce in esofago. La mucosa gastrica, invece, rivestita da epiteli monostratificati cilindrici (“colonnari”), appare nettamente più rossa e ha difese adatte a resistere all’acido prodotto da alcune ghiandole dello stomaco stesso. Quando l’endoscopista trova che le cellule colonnari gastriche sono apparentemente “risalite“ per un tratto più o meno lungo nell’esofago, il sospetto di MB è motivato. In realtà, non si tratta di una risalita ma di un adattamento difensivo (“metaplasia”) dell’epitelio esofageo, che mira così a proteggersi dall’acido refluito dallo stomaco. Il sospetto dovrà essere certificato dall’ istologia delle biopsie di queste lingue gastriche “risalite”, nelle quali perché si parli di MB dovranno essere rilevabili cellule di tipo duodenale. È importante una diagnosi accurata perché dal 1973 il MB è considerato “lesione precancerosa”, specie se la metaplasia risulta di grado avanzato (displasia). Nel mondo, un reflusso cronico di acido dallo stomaco è registrabile nel 3-14% dei pazienti sintomatici (in primis, acidità ascendente), percentuale variabile a seconda delle aree geografiche e della frequenza con cui l’endoscopia viene praticata (molto più bassa nelle aree povere). La malattia da reflusso gastroesofageo, MB incluso (GERD nell’acronimo inglese) è talora è un reperto casuale in corso di endoscopia attuata per altri sospetti (dispepsia, gastrite, ulcera o cancro), ma certo è il reflusso il principale fattore di sviluppo del MB e, in misura assai minore, della conseguente degenerazione tumorale (0,4 – 0,5% per anno per paziente). Gli Autori della meta-analisi hanno analizzato banche dati mondiali per definire meglio la prevalenza del MB e delle eventuali sue complicazioni. Dalle cifre estratte da 44 lavori riguardanti la prevalenza di MB e di adenocarcinoma esofageo in pazienti affetti da reflusso acido, gli Autori hanno confermato “prevalenze molto diverse da regione a regione”. Inoltre, la frequenza del Barrett si riconferma doppia negli uomini rispetto alle donne. Interessante pure che solo nel 40% dei casi di MB sospetti alla esofagogastroscopia il Barrett viene riconfermato. Oltre al reflusso gastroesofageo, fattori complementari di rischio di Barrett risultano essere ernia iatale, obesità, fumo, alcolici e esistenza di MB nell’entourage famigliare. Un monitoraggio periodico endoscopico appare indicato in molti casi