Il gruppo di lavoro di Victor Zhong, della Feinberg School of Medicine di Chicago, ha pubblicato di recente sul Journal of American Medical Association un articolo riguardante il rapporto tra uova, e colesterolo più in generale, e danno cardiovascolare. I ricercatori riconoscono che “Il colesterolo è un nutriente comune nella dieta e le uova sono una fonte importante di colesterolo. Tuttavia, se il colesterolo alimentare e in particolare il consumo di uova si associ significativamente a malattia cardiovascolare e a mortalità rimane controverso”. Altri studi suggeriscono invece che un consumo più elevato di alimenti ricchi di colesterolo, uova incluse, risulta associato a un rischio maggiore sia di malattia cardiovascolare sia di decesso per tutte le cause. Naturalmente, l’associazione risulta di tipo dose/risposta, cioè dipendente dalla quantità di colesterolo assunto con gli alimenti. Per meglio definire il grado di associazione, il gruppo dei ricercatori guidati da Zhong ha raggruppato i dati dei partecipanti in sei sottogruppi (coorti) di 29.615 soggetti adulti statunitensi, con informazioni raccolte prospetticamente nell’arco di trent’anni (tra il 25 marzo 1985 e il 31 agosto 2016), con un monitoraggio mediano di 17,5 anni. Per ogni 300 mg di colesterolo alimentare aggiuntivi al giorno si è osservata un’associazione significativa con un più alto rischio di malattia cardiovascolare incidente e mortalità per tutte le cause. Inoltre, ogni mezzo uovo ulteriormente aggiunto al giorno risultava associarsi a un rischio ancor più alto di cardiovasculopatia. Si ricorda che il “rischio incidente” si calcola mettendo al numeratore il numero di casi di malattia registrati “durante” il periodo di osservazione e al denominatore il numero di persone a rischio “all’inizio” dello stesso periodo. R. Eckel, dell’University of Colorado, pur confermando le conseguenze negative dell’eccessivo consumo di cibi ricchi di colesterolo raccomanda anche di non dimenticare l’importanza di seguire solo suggerimenti dietetici basati sulle prove (4-5 uova alla settimana non sarebbero un problema per una persona sana). Altra raccomandazione, comunque, è quella di non considerare il colesterolo un tossico, errore che spesso vien fatto dagli “estremisti della dieta sana”. Non va infatti dimenticato che il colesterolo (150 g il contenuto dell’organismo, 200 mg/uovo) è una molecola organica importante, che lo stesso fegato produce, dotato di una serie di funzioni indispensabili (costituente delle membrane cellulari, precursore di ormoni quali cortisolo, aldosterone, testosterone, estradiolo, acidi biliari e vitamina D). Solo il 20% proviene dalla dieta ed è perciò difficile correggere un eventuale ipercolesterolemia, specie di natura eredo-familiare, solo mediante correzioni dietetiche. Quanto alle uova, qualcuno si chiede: non basterebbe togliere il tuorlo?