Questo articolo è su cortese sollecitazione di molti genitori con figli affetti da Morbo di Crohn (MC). Ho già ricordato che il MC è una malattia infiammatoria cronica al pari della colite ulcerosa, che differisce da questa per due motivi essenziali: 1. Esso può interessare tutto il tratto enterico e non solo il colon, anche se la zona più colpita è quella ileo-colica: 2. Richiede in non pochi casi una soluzione chirurgica, per cui si pone il problema di una terapia di mantenimento che prevenga le recidive post-chirurgiche. Queste sono relativamente frequenti (20-40%) entro 10 anni dal primo intervento. Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico ha recentemente rivisto le indicazioni per il mantenimento della remissione post-chirurgica analizzando gli studi pubblicati dal 2012 a oggi. I consigli nei post-operati sono: 1. considerare azatioprina + metronidazolo per almeno tre mesi; 2. “Non” dare per il mantenimento “anticorpi monoclonali” (farmaci biologici) che sono molecole proteiche complesse prodotte in laboratorio utilizzando sistemi viventi, ad esempio cellule, progettati per agire su uno specifico recettore; 3. Mercaptopurina e aminosalicilati “non” sono più indicati nella fase post-chirurgica e “non” rientrano più nelle linee guida. Per il resto, i consigli del NICE riguardanti il controllo delle fasi non acute della malattia e le indicazione alla terapia chirurgica sono rimaste le stesse. I suddetti dettagli – va ribadito – concernono dunque il mantenimento della remissione solo in soggetti che hanno subito una resezione completa delle aree interessate, e non quelli non operati con “malattia microscopica”. Negli operati da meno di tre mesi, è suggerita l’azatioprina in combinazione con metronidazolo per altri tre mesi o più (qualità delle prove, tuttavia, da bassa a moderata nei trial clinici corretti). La monoterapia con azatioprina va usata solo in pazienti con MC che non tollerano il metronidazolo, monitorando periodicamente il numero dei globuli bianchi, dato che l’azatioprina tende a dare leucopenia. Per la remissione post-chirurgica, come si è detto, “non” vanno consigliati i farmaci biologici, perché la loro efficacia appurata negli studi clinici controllati non è affatto chiara. Tuttavia, se i farmaci biologici fossero già assunti dal paziente prima di queste linee guida aggiornate del NICE, è bene che il paziente non smetta il trattamento se non dopo aver consultato il medico. La budesonide, infine, “non” dovrebbe essere data come mantenimento nei pazienti con resezione ileo-colica, dato che i benefici di questo farmaco nella remissione dei post-operati risultano scarsi e deludenti. Pure i vantaggi della nutrizione enterale durante la terapia di mantenimento post-intervento appaiono piuttosto incerti. Il consiglio del medico curante è opportuno, mentre il “fai da te” è del tutto sconsigliabile.