L’orrore suscitato dai femminicidi è ormai quotidiano. A scatenarlo è l’emotività di fronte a un assassinio che colpisce specificamente il sesso femminile, già  vittima spesso di soprusi e discriminazioni e stalking ben più di quello maschile. Lo sgomento della gente è sincero ma fugace, e spesso i dettagli orripilanti (ad es. lo smembramento del corpo della vittima) distraggono dalle “dimensioni statistiche” del femminicidio. Se ci si sofferma invece su dati cumulativi, l’orrore diventa incubo perchè l’entità di questo crimine acquista un’ampiezza inaspettata. Ad aiutarci in questa valutazione c’è il VII Rapporto EURES sul femminicidio, ricco di cifre dettagliate che cercherò di riassumere. Un dato  apparentemente positivo è che lo scorso anno, entro ottobre, si è registrato un lieve calo con 91 vittime, pari comunque a una ogni tre giorni (!), rispetto alle 99 dell’anno prima. In verità sono calate solo le donne vittime della criminalità comune passate da 14 a 3 nel periodo gennaio-ottobre 2020. Resta invece stabile – allucinante! –  il numero dei femminicidi familiari che ha raggiunto nel 2020 il valore record dell’89%, superando il già elevatissimo 85,8% registrato nel 2019. Quelli consumati all’interno di coppia sono rimasti invece invariati (56 donne uccise in ambedue i periodi  2019-2020 messi a confronto. Specie nell’Italia del Nord questi femminicidi familiari risultano aumentati di quasi il 10% (da 42 a 46) dove è censita più della metà degli assassini di donne complessivamente commessi nel nostro Paese (in verità non è precisato se vittime e assassini sono tutti settentrionali). A tale incremento nel Settentrione, si contrappone una flessione del femminicidio del 12,5% nelle regioni dell’Italia Centrale (da 16 a 14) e soprattutto dell’Italia Meridionale (da 27 a 21 vittime, pari a -22,2%), dove nei primi 10 mesi del 2020 i femminicidi familiari rappresentavano il 20% del totale. Circa la nazionalità delle donne uccise, nei primi dieci mesi del 2020 si è registrato un aumento delle vittime italiane (passate dal 76,8% al 84%), sia in relazione al  fenomeno complesso (+1,3%, da 76 a 77) sia per quanto riguarda i femminicidi familiari. Tra le donne straniere, invece, si osserva una flessione, forse perché una quota di esse, più frequentemente costretta alla prostituzione, è in era COVID-19  più limitata negli spostamenti fuori casa. Forte aumento, infine, pure dei femminicidi-suicidi riscontrabile nel 23% dei femminicidi tra gennaio e ottobre 2019, salendo al 43,1% nei primi 10 mesi del 2020, con una crescita del 90,3%  (da 31 a  59 casi in termini assoluti). L’aumento più del doppio dei femminicidi-suicidi, è particolarmente evidente tra quanti hanno ucciso la propria convivente. La mimosa  che si offre al 8 marzo al gentil sesso ha poco valore se la prevenzione e le sanzioni continuano ad essere insufficienti e spesso risibili.