Sono sempre convinto che se si parla o si scrive in merito a qualcosa bisognerebbe essere almeno parzialmente competenti prima di  esprimere un’opinione o, tanto più, di dare un giudizio. E io sulla agricoltura sono indubbiamente incompetente. Come cittadino, però, leggo delle notizie inquietanti, sento al riguardo  scienziati che ne sanno e mi pongo delle domande. Questo preambolo prima di commentare il disegno di legge appena approvato con 195 voti a favore dal Senato che equipara la cosiddetta  agricoltura “biodinamica” a quella “biologica”. Unico voto contrario (e 1 astenuto) quello della senatrice Elena Cattaneo. La prof. Cattaneo (Università di Milano), è farmacologa e biologa assai nota anche internazionalmente per le sue ricerche sulle cellule staminali iniziate al MIT di Boston con Ronald McKay, pioniere in questo campo specifico. Con Paolo Bianco (Sapienza di Roma) e Michele di Luca (Università di Modena e Reggio Emilia) è stata la prima italiana a essere insignita nel 2014 del prestigioso Premio internazionale ISSCR Public service. Importanti sue ricerche quelle per combattere con le staminali gravi malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, Corea di Huntington. Con altri 20 scienziati la Cattaneo, oltre che a votare “NO”, auspica che la Camera intervenga in merito, in quanto l’agricoltura biodinamica sarebbe pura pseudoscienza, una truffa scientifica. Per la prof. Cattaneo equiparando la biodinamica all’agricoltura biologica si commetterebbe un grave errore, com’è accaduto per Stamina che ha richiesto anni per essere corretto, con  condanna dei propositori. Ora, pure gli ignoranti specifici in agricoltura  non possono non tener conto di questa opinione cosi autorevole. In sostanza, in accordo con le  teorie di  Rudolf Steiner (1861-1925) teosofo ed esoterista, l’agricoltura biodinamica si basa su pratiche pseudoscientifiche che correlano la fertilità del terreno e l’agricoltura alla filosofia e all’astrologia. Protagonista in primis è il “cornoletame” composto da corno di vacca che abbia partorito almeno una volta riempito dal suo letame. Il corno di vacca così infarcito viene sotterrato  e lasciato fermentare durante l’inverno. A Pasqua si dissotterra, si miscela con acqua con tecnica particolare e grazie a queste procedure il cornoletame dovrebbe aumentare la resa produttiva del terreno. Steiner spiegava che nel cornoletame ci sono forze vitali che irradiano vita grazie all’influenza di alcuni pianeti. Ma lasciamo parlare la lettera aperta degli scienziati (tra gli altri, Giorgio Parisi,Ugo Amaldi, Luciano Maiani, Giuseppe Remuzzi, Giulio Cossu  e Roberto Defez) che riporto testualmente: “L’agricoltura biodinamica usa parti di animali (quali teschi, pelli di topo, corna di vacca o vesciche urinarie di cervo) nelle quali infilare cortecce, fiori o letame, da sotterrare ed eventualmente dissotterrare dopo qualche tempo: a fondamento, essa evoca forze cosmiche come motrici di qualunque azione terrena”, scrivono gli scienziati. “Può il Paese di Galileo Galilei – prosegue la lettera – sostenere economicamente pratiche magiche, peraltro facenti capo a un marchio registrato estero? [di una multinazionale tedesca, ndr]…Soprattutto, laddove lo Stato ritenga opportuno sovvenzionare alcuni tipi di attività economiche, è condizione necessaria ancorché non sufficiente che queste attività vengano svolte secondo i principi di razionalità e di conformità alle evidenze scientifiche. Per questo – concludono i firmatari – chiediamo che il Parlamento non approvi il testo in esame“. A questo punto, un “No comment!  (gioco di parole) è proprio il commento più spontaneo di un ignorante nello specifico come chi scrive. Confidiamo nella attenzione scientifica traversale della Camera dei deputati. È l’equiparazione delle due agricolture sotto il profilo scientifico che sembra  soprattutto inaccettabile anche a prescindere dai presupposti di quella biodinamica e dai contributi che essa potrebbe o no ricevere dallo Stato.