Terapie miracolose, diete superdimagranti, persino omeopatici anticancro pullulano in continuazione. Bisognerebbe scriverne di continuo per non assuefare del tutto le coscienze. Negli ultimi tempi, poi, ci mancavano internet e cellulari per espandere enormemente il rischio “del non farci più caso”. Non è solo colpa delle istituzioni pigre e insufficienti, perché frodi e dabbenaggine sono da sempre dure da combattere. Esempio emblematico è quanto è successo 2 anni fa: il Ministero della Salute aveva opportunamente diffuso una circolare molto chiara per diffidare i cittadini a non acquistare una “soluzione minerale miracolosa” (SMM) venduta in rete. In totale sintonia con l’OMS e con la Fondazione Veronesi, la circolare avvertiva “che il prodotto denominato SMM, reclamizzato per la cura di gravi malattie fra cui AIDS, tubercolosi, epatite, cancro, malaria, dengue e chikungunya [virosi queste ultime provocate da zanzare infette NdA], in vendita in rete anche con altri nomi, aveva possibili effetti negativi sulla salute, come vomito e diarrea persistenti con severa disidratazione, dolori addominali e bruciore alla gola e in rari casi anche effetti più gravi”. La SMM commercializzata da una azienda che si presentava furbescamente come “Chiesa della salute e Guarigione”, avrebbe curato grazie a proprietà miracolose, non banali raffreddori ma le patologie molto serie già citate e persino l’autismo. In realtà, la SMM non solo non guariva nulla, ma poteva causare effetti dannosi dovuti in gran parte al clorito di sodio (da non confondere con il cloruro di sodio, il sale da cucina!), agente ossidante contenuto nella soluzione miracolosa in alta concentrazione (28%). Se assunta alle dosi consigliate dal produttore, la SMM superava di molto la massima dose consentita pro die. Generalmente la SMM veniva fornita con un “attivatore” a base di acido citrico oppure cloridrico, succo di limone o aceto per cui si creava biossido di cloro, gas corrosivo e pericoloso per la salute, la cui efficacia, su siti per fortuna oggi non più rintracciabili, veniva invece reclamizzata senza alcuna evidenza scientifica. Oltre alla via orale, era pure proposta l’applicazione cutanea in associazione con un antiinfiammatorio per uso locale in molti animali (il dimetilsolfossido), o per clistere o per instillazione nelle orecchie. Dalle iniziali 1-2-gocce/die si doveva arrivare progressivamente a 15 gocce 2-3 volte al giorno. La nota del Ministero, del tutto snobbata per anni, era in verità molto tranchant: “Si raccomanda ai cittadini di non assumere tale prodotto”. Vien da chiedersi se non sarebbe bastato del buon senso per rigettare una pseudo-cura illusoria priva di prove e per di più rischiosa. Risulta dunque non sufficiente una circolare ministeriale per proteggere dalle pseudo-cure, ma ci vorrebbe un’informazione nei media “corretta, martellante e non sporadica” su salute e medicamenti, che solo così aiuterebbe a difendere i cittadini da questo tipo di bufale. Purtroppo è anche vero che non poche persone più che informarsi sulle cure preferiscono abbandonarsi al solo intrattenimento TV, ricco inoltre di frequenti intervalli promozionali proprio a proposito di salute (spesso di discutibile liceità!). Ben maggiore è la continuità quotidiana riservata dai media agli ineffabili oroscopi.