Le “Giornate” in onore di chicchessia danno sempre l’idea che di norma ci si ricorda molto poco di qualcuno (o di qualche evento), che dovrebbe affiorare invece nella nostra memoria con maggiore frequenza e attenzione. Pertanto, invece che donare in questo giorno un mazzetto di mimose alla seconda metà del cielo, preferisco  esprimere loro la mia ammirazione ricordandone sinteticamente alcune nel campo che mi pertiene, quello della medicina e della ricerca medica. Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762), , ha introdotto nella pratica medica occidentale l’inoculazione contro il vaiolo, iniettando il proprio figlio Edward. Aveva appresa la “variolizzazione” nei  suoi viaggi in Turchia incontrando resistenze dei medici tradizionalisti, al pari di Edward Jenner (1749-1823) che decenni più tardi ha avuto le stesse difficoltà.  La dr.ssa Anna Wessels Williams (1863–1954) ha realizzato prima un’anti-tossina difterica e poi un vero e proprio vaccino contro la difterite. Oggi questo vaccino, insieme a quello contro tetano e pertosse (DTP), costituisce una preziosa protezione pediatrica. Le dr.sse Grace Eldering (1900-1988) e Pearl Kendrick (1890-1980) hanno realizzato un efficace vaccino anti-pertosse, testandolo prima loro stesse e per poi introdurlo negli Stai Uniti negli anni ’40. Margaret Pittman (1901-1995) ha identificato sei tipi di Haemophilus influenzae, etichettandoli da “a” a “f”, concorrendo poi allo sviluppo di un vaccino specifico contro il tipo più dannoso che causa meningite e altre infezioni gravi.  Alla statunitense Isabel Morgan (1911-1996) della Johns Hopkins University, si devono progressi importanti nella caratterizzazione del virus della poliomielite, ciò che ha facilitato lo sviluppo del vaccino antipolio di Jonas Salk (1955). E’ stata tra i primi a dimostrare che anche un virus inattivo o “ucciso” , e non solo quello vivo, era in grado di immunizzare. La epidemiologa e virologa Dorothy Horstmann  (1911-2001) ha dimostrato che il virus della poliomielite raggiunge il cervello attraverso il sangue. La sua scoperta ha permesso lo sviluppo di un vaccino per cui dal 1988 la polio si considera quasi debellata, con calo dei casi di oltre il 99%. La dottoressa Anne Szarewski (1959-2014) e i suoi colleghi hanno dimostrato negli anni ’90 che il papillomavirus umano (HPV) è collegato al cancro della cervice uterina. Negli anni successivi si sviluppava un vaccino per prevenire l’HPV e la maggior parte dei tumori cervicouterini. La dottoressa Rachel Schneerson (1932-) e i suoi collaboratori hanno realizzato il primo vaccino contro l’“Haemophilus influenzae b”, autorizzato nel 1989. L’ “Haemohilus Influenzae b” non va confuso con i virus influenzali essendo un batterio gram,-negativo che causa non l’influenza, ma una patologia respiratoria importante specie nei bimbi piccoli. La disponibilità di questo vaccino anche nei Paesi più poveri ha salvato milioni di bambini. Ruth Bishop (1933-) guidando una squadra di ricercatori, scoprì nel 1973 il rotavirus, una delle cause principali di grave diarrea nei bambini di tutto il mondo. Bishop stessa ha confessato con onestà che la sua scoperta è un esempio di “serendipità”, ossia di scoperta per puro caso, che però ha avuto un impatto enorme. Rita levi Montalcini, (1909- 2012) scienziata scopritrice del fattore di crescita delle cellule nervose (NGF), per cui nel 1986 riceverà il Nobel per la medicina (insieme all’americano Stanley). Elena Cattaneo (1962– ), farmacologa, biologa, accademica italiana. Per i suoi studi sulla corea di Huntington, per ricerche importanti sulle cellule staminali, e per aver concorso a svelare la vergognosa e prolungata truffa di Stamina ha avuto molti riconoscimenti internazionali e, come la Montalcini, nel 2013 è stata nominata senatrice a vita. Sia chiaro che chi scrive non  rispetta e ammira solo queste eccellenze femminili ma tutte le donne, anche la “casalinga di Voghera”. Troppe donne, infatti, discriminate e sfruttate in vario modo nel mondo, non hanno potuto esprimersi e diventare protagoniste in qualche campo, solo perché relegate spesso da famiglia, società e da maschi insopportabili ad essere di fatto solo “remedium concupiscientiae” e fattrici di prole.