Sull’ultimo numero di Recenti Progressi in Medicina l’anestesista-rianimatore G.R. Cristina, affronta un problema molto importante già trattato dai media, ma non a sufficienza. Non solo in Italia ma nel resto del mondo, l’assistenza a malati affetti da patologie anche gravi può risultare gravemente carente a causa di una pandemia virale come la COVID-19. In tal caso –scrive Cristina– i sistemi sanitari sono sottoposti “a una pressione mai sperimentata, limitando o precludendo l’accesso dei pazienti non-COVID alla necessaria assistenza ospedaliera.” Nonostante l’efficacia delle misure anti-COVID messe già in atto, una possibile quarta ondata potrebbe riproporre le problematiche appena accennate, in primis ritardi nell’attuazione di procedure diagnostiche in soggetti con sintomi i più vari. Altro aspetto altrettanto se non più importante è la deprecabile interruzione di cure e misure assistenziali. Nelle emergenze, tali conseguenze per i non-COVID non nascerebbero tra l’altro ex novo, ma si sommerebbero a quelle accumulatesi ben prima della pandemia. Ciò può determinare un ulteriore reale aumento di patologie acute o croniche che verrebbero diagnosticate o curate in ritardo a causa del virus SARS-CoV-2. Le patologie per le quali il ritardo di interventi diagnostici o curativi, sia medici che chirurgici, assume particolare gravità sono: 1. Malattie cardiache quali, infarto, aneurisma dissecante, embolie. 2. Malattie cerebrovascolari come emorragia e trombosi. 3.Tumori. In tutti questi ambiti la tempestività delle cure gioca infatti un ruolo molto evidente. Ne soffre tra chiaramente anche la precocità della diagnosi che in molti casi è favorita solo dalla prontezza dei presidi diagnostici quando un soggetto lamenta sintomi sospetti. Questi possono essere i più vari: ad esempio, un’imprevista e immotivata irregolarità dell’alvo “da anni preciso come un orologio”, un sanguinamento rettale, un nodulo mammario scoperto casualmente facendosi la doccia, la modifica “visiva” di un neo cutaneo, un disturbo della vista o della parola, una immotivata alterazione dell’equilibrio. Ma il ritardo dovuto alla COVID può risultare importante anche se riguarda i test di screening già citati, i quali com’è noto vengono raccomandati dai medici, dai media e da…internet, non in pazienti ma in soggetti normali asintomatici. Nell’ipotesi di una qualsiasi emergenza (quarta ondata di COVD-19 o altro), il dr.Cristina scrive pertanto, testualmente: “Elaborare politiche sanitarie urgenti per promuovere l’accesso alle cure della popolazione dei pazienti non-COVID è un compito ineludibile dei <decisori> se si vuole evitare una crisi sanitaria di proporzioni imprevedibili.” Attenzione dunque non solo ai pazienti COVID ma anche ai non-COVID che, a causa della pandemia, hanno dovuto pagare un conto salato. E le emergenze di qualunque tipo sono sempre dietro l’angolo