VACCINO SPECIFICO PER LA VARIANTE OMICRON DEL SARS-CoV-2? 26 04 2022
Sull’ultimo numero di Recenti Progressi in Medicina si affronta il problema di nuovi vaccini anti-COVID efficaci anche contro le varianti del virus SARS-CoV-2 affiorate più negli ultimi tempi, in primis quella “Omicron”. A queste sono ovviamente interessati, oltreché i contagiati dei gruppi più a rischio (immunodepressi e anziani), pure molte aziende farmaceutiche. Moderna, ad esempio, già in gennaio di quest’anno ha annunciato l’avvio di uno studio contro l’Omicron che ha arruolato 600 individui suddivisi in due gruppi: il primo costituito da soggetti che hanno ricevuto due dosi di vaccino mRNA e, il secondo, da coloro che hanno fatto due dosi più il richiamo (“booster”) 4 mesi dopo la seconda dose. Analogo studio quello programmato da Pfizer, altra azienda produttrice di un vaccino mRNA, che prevede di fornire risultati utili entro i primi 6 mesi dell’anno in corso. Queste ricerche non escludono, anzi, la buona efficacia dei vaccini già disponibili pure per la variante Omicron la quale, per quanto oggi si può stabilire, sembra solo più diffusiva ma clinicamente meno aggressiva e causa infrequente di sintomi gravi e di conseguente ospedalizzazione in reparti COVID o peggio ancora in terapia intensiva. Tuttavia, la questione ancora aperta è che per il momento non è ben definito quanto può durare questa protezione dall’Omicron, protezione che potrebbe anche diminuire nel tempo più velocemente delle altre varianti. A prescindere da possibili interessi aziendali da non escludersi, sembra comunque opportuno che la Sanità sia preparata a questa evenienza, e ciò vale naturalmente pure per altre varianti che dovessero affiorare in futuro. Questo è il parere (disinteressato?) anche della Dr.ssa Kathrin U. Jansen, vicepresidente e responsabile della “Ricerca e Sviluppo” della Pfizer. In sintonia anche Ugur Sahn, co-fondatore e consigliere delegato della BioNTech, il quale dichiara che ”I vaccini continuano ad offrire una forte protezione contro le patologie innescate da Omicron”, aggiungendo poi che “Dati emergenti indicano che la protezione indotta dal vaccino contro le infezioni da lievi a moderate [come appunto quelle da Omicron], svaniscono più rapidamente rispetto a quanto osservato con i ceppi virali precedenti”. Notizie tutte importanti che ci fanno comunque ritenere che la COVID non sia un problema superato definitivamente, se mai lo sarà. Debellare per sempre questa virosi (com’è successo fortunatamente per il vaiolo) richiederebbe tempi molto lunghi e che la popolazione di tutto il pianeta fosse vaccinata, evento possibile solo con la riduzione del costo dei vaccini nelle aree più povere del pianeta. La miopia del mondo ricco al riguardo è davvero strabiliante. Sarebbe per il momento già un progresso se si arrivasse a una vaccinazione unica ogni anno contro il virus influenzale e contro il SARS-CoV-2, la più aggiornata possibile.