Per fare diagnosi di “sudorazione (iperidrosi) profusa notturna” -per gli inglesi “night sweats”- si richiedono requisiti ben precisi: 1) che essa sia tale da provocare il risveglio; 2) che essa imponga il cambio della biancheria completamente inzuppata; 3) che essa non dipenda dall’eccessiva temperatura nella stanza da letto o da troppe coperte o, nelle donne, da vampate post-menopausa. Data la scarsità di studi epidemiologici in pazienti affetti da iperidrosi notturna, la percentuale di chi ne soffre risulterebbe variabile e per qualcuno persino maggiore dell’11%. Episodi sporadici non devono destare preoccupazione, ma non così gli episodi continui di ipersudorazione di notte, specie se essi insorgono improvvisamente senza causa apparente e magari associati a stanchezza, perdita di peso o a ingrossamento linfonodale. In questi casi è consigliabile escludere possibili patologie sia tumorali che non. Tra i tumori ematologici, il più comunemente associato ad una abnorme iperidrosi notturna è il linfoma di Hodgkin ma, in minor misura, anche altri tipi di linfoma possono esserne la causa. Tra i tumori non ematologici vanno invece ricordati il cancro del rene (2 casi in 40 anni di mia esperienza professionale) e quello della prostata. Tra le infezioni batteriche va in primis citata la tbc e, tra le virosi, specie la infezione da HIV. Difficile poi quantificare la responsabilità di certi farmaci in quanto, essendo spesso acquistati direttamente dal paziente come prodotti da banco, essi non vengono segnalati da questi al medico durante il colloquio. Tra i medicinali, possibile causa di iperidrosi, sono ovviamente i comuni antifebbrili “diaforetici” assunti di solito alla sera e, meno intuitivamente, pure gli antidepressivi e i betabloccanti. L’ipersudorazione notturna può caratterizzare pure malattie difficilmente sospettate all’inizio perché poco frequenti e poco note, quali feocromocitoma, carcinoide, siringomielia, arterite temporale di Horton, diabete insipido e la cosiddetta “sindrome delle gambe senza riposo”, già trattata in precedente rubrica. Per chiarire le possibili cause dell’iperidrosi notturna gli elementi cruciali sono un’anamnesi molto attenta (che verifichi pure il sussistere di uno stress cronico importante) ed un meticoloso esame obbiettivo. Se non affiorassero fattori causali plausibili, il medico dovrà approfondire a tappe, con una serie di rilevazioni: temperatura nell’arco delle 24 ore, radiografia e persino TAC del torace, test della tubercolina, emocromo, ormoni tiroidei e ormoni ovarici, studio del sangue midollare, test di funzione renale e test di infiammazione, PSA ed altri esami ancor più specialistici, quali ad esempio il dosaggio dell’acido 5-idrossiindoacetico e delle catecolamine urinarie. Gli esperti sconsigliano in ogni modo terapie empiriche senza disporre prima di queste informazioni.