La manipolazione delle informazioni è una tecnica diffusa da chi nei campi più svariati vuole trarre profitti di varia indole. Ambiti privilegiati sono gli eventi bellici, la politica, il marketing e  anche le cure mediche, prevenzione inclusa, non ne sono immuni. La distorsione delle informazioni, obiettivo di fondo per alcuni, è quello di non far capire la verità agli sprovveduti nello specifico, che sono inevitabilmente la maggioranza. Ciò ha fatto sorgere dei dubbi ragionevoli pure sulla effettiva importanza di certi referendum, fatta eccezione per tematiche che toccano direttamente la vita delle persone (divorzio, aborto, fine vita assistito). Quando si tratta di questioni tecniche – OGM o nucleare ad esempio -,  l’informazione sul contenuto dei quesiti referendari può rivelarsi infatti insufficiente a causa dell’inevitabile ignoranza specifica di gran parte dell’elettorato. Alla fine, i soggetti che alle urne ci vanno sono poco informati e incerti, che voti si o no, ed è ignara circa le reali conseguenze del proprio voto. Ad aumentare la confusione, non è raro poi che esperti seri e non certo manipolatori risultino schierati in campi opposti. Emblematico a riguardo, tra i tanti, il dissenso in TV del 2 giugno di due magistrati, G. Santalucia e S. Cassese, circa il voto sui 5 quesiti referendari del recente 12 giugno. Ben più confondenti sono però le posizioni di manipolatori furbi o peggio anora quelle di interlocutori ignoranti ideologicamente settari. Secondo Noam Chomsky, filosofo, scienziato e esperto di comunicazione, 10 sarebbero i momenti essenziali di una manipolazione intenzionale, alcuni riguardanti pure medicina, prevenzione e terapie. Cinque dei 10  esempi: 1. Strategia della distrazione: è un fatto che la guerra in Ucraina, ha cancellato l’attenzione circa la pandemia COVID in quel Paese pur a evidente rischio di maggiore diffusione del virus (per ragioni igieniche dovute alla guerra). 2. Creare falsi problemi: insistere, ad esempio, che i vaccini facciano correre dei rischi astrusi per il loro contenuto fa dimenticare i possibili effetti assai più gravi della non-vaccinazione. 3. Sollecitare l’aspetto emotivo più che la riflessione: testimonianze senza peso individuali e aneddotiche sui media gettonate ben più di dati scientifici oggettivamente validati su grandi numeri (“omeopatia” e altre “cure alternative” docent). 4. Sempre Noam Chomsky: Rivolgersi ai pazienti “come a dei bambini”. Consigliare ad esempio di consultare inutilmente il farmacista in caso di reazioni rare (e pertanto presumibilmente anche a questo ignote!). 5. Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità se questo fa vendere di più. Comune strategia del marketing: molti nomi ad esempio, per lo  stesso farmaco. Ma quanto giova al paziente? Previsioni anti-manipolazione (in qualsiasi campo)?  Ahimè, non mi paiono confortanti.