“Chiedi le Prove” (CLP) è una iniziativa del Comitato Italiano di Controllo sulle Affermazioni Pseudoscientifiche (CICAP). CLP si è occupato di recente dei vantaggi che avrebbe, secondo una gelateria, il loro gelato irradiato con onde elettromagnetiche a 528Hz. Vale la pena di riprendere una notizia così aleatoria sotto il profilo scientifico. Le gelaterie producono oggi prodotti artigianali dai gusti svariati e mediamente ottimi che non fanno rimpiangere i gelati offerti dai vecchi pittoreschi carrettini. Il gelato è tanto più buono quanto più sono di qualità i suoi componenti, dal latte al cioccolato, ai tuorli d’uovo o alla frutta, più altri ingredienti e additivi che ne esaltano il sapore. La gelateria citata da CLP è però andata oltre e, credendo di aumentare il pregio del proprio gelato, ha utilizzato delle onde elettromagnetiche che avrebbero “armonizzato” (?) le materie prime. Riporta ancora CLP che questa armonizzazione, secondo l’azienda, sarebbe suffragata da studi riguardanti la cosiddetta “memoria dell’acqua”, cara all’immunologo Jacques Beneveniste (“premiato 2 volte con il sarcastico Premio Ig-Nobel). In sintesi, quando viene a contatto con certe parole, suoni e onde l’acqua nel gelato si caricherebbe del loro significato (?) trasformandosi “in acqua informata, capace di trasmettere la frequenza del messaggio con cui è stata caricata.” CLP riporta che un curioso (pseudonome Andrea), sconcertato dalle affermazioni sul gelato irradiato esposte nel cartellone della gelateria, ha voluto saperne di più chiedendo al titolare quali fossero gli studi a favore dei plus positivi che l’irradiazione avrebbe comportato. In particolare, voleva sapere in quale modo il loro gelato irradiato ricaricherebbe i campi energetici dei consumatori, aumentando così il loro benessere. La risposta della gelateria è stata che tale scelta si era basata sulla “sensibilizzazione delle persone, su quello che mangiano e sulla propria spiritualità” (?). In verità, il titolare riconosceva che gli effetti della irradiazione a 528Hz non erano avallati da dati della scienza ufficiale, ma solo basati su pubblicazioni di alcuni fisici come Emilio Del Giudice convinto, ma senza prova alcuna, degli elevati benefìci biofisici dell’irradiazione. Il gelataio sosteneva inoltre che la scienza non è ancora in grado di spiegare tutto”, ma che studi in suo possesso, peraltro né visionabili né pubblicati, provavano le sue affermazioni. E dunque pure su ammissione stessa del gelataio, le dichiarazioni esposte al pubblico non sono sostenute da dati scientifici, ma fondate sull’ipotesi di una inesistente memoria dell’acqua. A chi volesse rinfrescarsi le idee su questa memoria plurisconfessata da decenni, consiglio il volume “Omeopatia” (Editore C1V, Roma), con prefazione del prof. Silvio Garattini. Da leggerlo, mentre magari si gusta un buon gelato non “armonizzato”.