Questione ricorrente è quale sia il momento migliore della giornata per assumere farmaci contro l’elevata pressione arteriosa, noto rischio di eventi cardiovascolari, in primis ictus e infarto miocardico. Ulteriore motivo di attenzione è il fatto che la pressione oscilla anche nei soggetti sani nel corso delle 24 ore. In passato, alcuni davano per scontato che i valori pressori fossero più bassi durante la notte e più elevati durante il giorno, per cui si suggeriva di assumere l’ipotensivo al mattino, onde ottenere maggiore protezione durante la giornata. Evidenze successive mostravano invece che i valori di pressione arteriosa sono più elevati durante la notte, con associato rischio di danni cardiovascolari e, da qui, il suggerimento  di assumere gli ipotensivi dopo cena. Altri studi clinici al riguardo sono contradditori, ma va rimarcato che non sono tutti eguali per rigore metodologico, un elemento confondente questo tutt’altro che marginale. Esempio eloquente di divergenza è la discrepanza tra  lo studio retrospettivo del 2020 su “Circulation” condotto in Giappone di K. Kario e quello inglese del 2022 “TIME” su “Lancet” di S. Mackenzie. Nel primo, 6.359 pazienti che non avevano lamentato alcun sintomo di malattia (ma con almeno un fattore di rischio per eventi cardiovascolari) erano sottoposti a monitoraggio della pressione 24 su 24 ore (follow up medio di 4,5 anni). Secondo gli AA durante la notte il rischio di eventi cardiovascolari cresce perché il maggiore ritorno venoso notturno aumenterebbe il sovraccarico cardiaco. Sembrerebbe pertanto più logica l’assunzione serale degli ipotensivi. Lo studio comparativo TIME, era invece prospettico e quindi di per sé più rigoroso sotto il profilo metodologico, e riguardava ben 21.104 adulti ipertesi in trattamento con almeno un farmaco antipertensivo. Di questi, metà assumeva la cura ipotensiva al mattino (tra le 6 e le 10) e l’altra metà alla sera (tra le 20 e mezzanotte). I risultati non evidenziavano differenze significative tra i due gruppi per quanto attiene al numero di accidenti cardiovascolari e di decessi. Gli autori hanno di conseguenza concluso in base ai loro dati che il momento dell’assunzione degli ipotensivi non sembra essere rilevante nella gestione dell’ipertensione arteriosa. L’assunzione serale potrebbe avere un vantaggio marginale in quanto favorirebbe la compliance (attenzione nel seguire con regolarità la cura) che sarebbe più scadente in altri orari. Per i ricercatori inglesi i medici dovrebbero focalizzarsi più che sull’orario di assunzione sul tipo di cura ipotensiva (monofarmaco o no) e sul meccanismo d’azione dei farmaci che risulti individualmente più appropriato. E nel decidere non vanno infine sottovalutati altri fattori (alimentari, comorbidità, turni e tipo di lavoro) e forse sarà il medico di famiglia che potrà tenerne conto al meglio.