Il 25 agosto e il 13 settembre in due spazi dedicati da “AGORÀ Estate” su RAI 3 ai problemi e ai costi della Sanità  Pubblica, è intervenuto il prof. Silvio Garattini, attuale Presidente dell’Istituto di Ricerche Mario Negri. Egli conferma come sempre con la solita pacata malinconia che i costi della sanità crescono di continuo e che i fondi riservati al riguardo risultano sempre più inappropriati, a prescindere da chi governa. Per affrontare al meglio la situazione –diceva Garattini– i politici dovrebbero concordare “trasversalmente” sulla necessità di un’educazione sanitaria e comportamentale già nelle scuole, ciò che  concorrerebbe alla prevenzione con vantaggi socio-economici sos tanziali. Prevenire in qualsiasi modo le malattie significa infatti non solo garantire più salute, ma  realizzare risparmi anche vistosi attraverso riduzione di esami, di ricoveri, di spesa per farmaci, di interventi chirurgici (resi necessari da malattie di per sè talora prevenibili), i quali possono a loro volta  comportare costi aggiuntivi per intervenute complicazione e/o per cure riabilitative. Specie in ambito oncologico prevenire è la migliore arma per ridurre il rischio di cancro ed è alla portata di chiunque ogni giorno. Diversi sono i modi perché una prevenzione consapevole diventi un’abitudine, per abolire o smettere velocemente il fumo, evitare il sovrappeso mediante un’alimentazione normo-calorica varia ed equilibrata, garantirsi un quotidiano movimento fisico o. meglio ancora, praticare uno sport adatto all’età. La prevenzione abbinata alla diagnosi precoce aumenta la curabilità di qualsiasi malattia, in primis neoplastica. È giusto tuttavia sottolineare che il rischio di una malattia (tumorale o meno) resta comunque individuale perché dipende da fattori multipli (genetici, ambientali, comportamentali, e anche casuali). Di massima, rispettando i suggerimenti salutistici già citati, si potrebbe ridurre del 40% il diabete di tipo 2 ed evitare del 40% circa i tumori e del 50 % le morti conseguenti. Nell’Unione Europea, secondo una stima degli epidemiologi Carlo La Vecchia ed Eva Negri pubblicata in marzo 2023 sulla rivista “Annals of Oncology”, dal 1989 a oggi si sarebbero evitati quasi 6 milioni di morti per tumore,  e ciò solo grazie a un maggiore rispetto di norme salutari dietetico-comportamentali e alla partecipazione alle campagne di screening cui si aggiungono, ovviamente, i progressi delle terapie. Questa esortazione a prevenire le malattie si scontra purtroppo oggi con gli intollerabili ritardi per poter eseguire negli ospedali gli esami previsti per una diagnosi precoce: per una mammografia, una gastro- e colonscopia, una RM o una TAC, una semplice visita  specialistica  etc, possono volerci molti mesi. Non così nella sanità privata non convenzionata, che però non è alla portata di tutti. Ma questa, purtroppo, è un’altra storia ancora.