Studiosi dell’Università di Edimburgo hanno analizzato in uno studio il rischio di morte precoce in bambini e adolescenti (fino all’età puberale) che hanno respirato ara inquinata. Il dr. Chris Dribben e coll. hanno analizzato migliaia di soggetti nati in Scozia nel 1936. Erano scelti perché esposti già dai 3 anni a significativo inquinamento atmosferico, Obiettivo era verificare a lungo termine se essi mostrassero una maggiore probabilità di morire tra 63 e 86 anni rispetto a quelli esposti a minor inquinamento dell’aria (quantificato usando modelli chimici atmosferici adattandoli a ciascun bambino) a partire dal 1939. Studi precedenti avevano già indagato in proposito ma mai per più di 25 anni, mentre lo studio scozzese ha valutato eventuale correlazione inquinamento-morte precoce per oltre 75 anni. Capire i rapporti tra ambiente atmosferico e sopravvivenza favorirebbe possibilmente un invecchiamento più sano e meno penalizzato. Data la numerosità dei partecipanti questo studio può considerarsi rappresentativo di tutta la popolazione scozzese. Il dr. Dribben, responsabile della ricerca si compiaceva di disporre in Scozia di un numero sempre maggiore di altre indagini simili su soggetti seguiti dall’adolescenza alla vecchiaia. Nell’arco temporale così lungo citato risultavano deceduti 1608 dei 2745 soggetti analizzati. Con un alto livello di inquinamento da polveri PM25. che sono, particelle sottili di diametro inferiore o eguale a 2,5 micrometri-µm (1 µm = milionesimo di metro), il rischio di morire in soggetti di età tra 65 e 86 anni risultava aumentare del 5%. Nei bambini esposti incrementava in età adulta avanzata il rischio di morte per cancro, e specie nelle donne. Ad aumentare era soprattutto cancro del polmone, che di fatto mostra di rappresentare la maggior causa di morte cancro-correlata. Nessun aumento invece di decessi per patologia cardiovascolare e cardiopolmonare (ad eccezione del cancro). Negli uomini, i risultati suggerivano invece che la precoce esposizione all’aria inquinata nello stesso arco temporale accrescerebbe il rischio di morire a causa di malattie neurodegenerative. Inoltre, I bambini esposti a un inquinamento elevato tenderebbero ad avere un basso score nei test di abilità cognitiva diversamente dai bambini non esposti, i quali avrebbero maggiore istruzione e un più elevato stato sociale, fattori che giocano pur essi un ruolo positivo per vivere più a lungo. Secondo il Dr. Gergő Baranyi della School of GeoSciences dell’ Università of Edinburgo, “È impressionante constatare che i bambini che crescono in aree inquinate possono sviluppare conseguenze che persistono per tutta la vita, con impatto negativo sulla longevità, nonostante gli sforzi compiuti per ridurre l’inquinamento. Studio un po’ contorto ma dati interessanti che sollecitano attenzione e massimo rispetto all’ambiente.