Il timore che una cura con farmaci o chirurgica o una profilassi vaccinale possano avere effetti collaterali indesiderati è comprensibile, ma non considerare il rischio di non farle risulta strabiliante. I possibili effetti indesiderati dei farmaci non devono sorprendere. Un grande medico del passato Willam Osler (1849-1919) avvertiva che “no drug has a single effect”, ossia che nessun farmaco ha soltanto un effetto, rimarcando che gli effetti collaterali di una medicina vanno sempre messi in conto. Implicito, ma meglio ribadirlo, è anche che le reazioni avverse devono essere molto meno importanti dei benefici della cura. Gli esempi potrebbero essere infiniti ma accontentiamoci di qualcuno. 1) Gli antibiotici (a parte gli eccessi ingiustificati) sono preziosi e talora salvavita. Ma in una minoranza di soggetti essi possono provocare banale diarrea. Tuttavia, le scariche diarroiche per qualche giorno non sono sufficienti a non curare con essi una polmonite bilaterale batterica specie in un soggetto per di più defedato. 2) Il camionista Louis Washkansky, primo trapiantato di cuore da Christian Barnard, è vissuto solo 17 giorni a causa del rigetto, il terribile nemico dei trapiantati. Con la ciclosporina e altri immunodepressori un cardiotrapiantato riesce a vivere per molti anni e, se operato in età pediatrica, diventerà adulto e condurrà per molti decenni vita nomale. I farmaci anti-rigetto hanno effetti collaterali diversi, a seconda dell’organo trapiantato, del tipo di molecola dell’antirigetto e del suo meccanismo di azione. Si tratta, in primis del rischio di infezioni (virali, batteriche, fungine), infiammazione cutanea e gengivale e dell’uvea (tonaca tra sclera e retina) e persino del rischio pro-tumorale. Anche in questo caso i vantaggi degli anti-rigetto superano largamente i più rari rischi di una terapia protratta con essi. 3) A marzo 2023 i morti per COVID nel mondo sono stati quasi 9 milioni ma sarebbero stati molti di più senza la campagna vaccinale. Eventuali sporadici e quasi sempre irrilevanti effetti avversi del vaccino non devono dunque rallentare gli aggiornamenti vaccinali, anche se la gravità del COVID è attualmente meno rilevante, ma non la sua diffusione. 4) Esempio in chirurgia: in soggetti con coliche ricorrenti da calcoli della colecisti e/o delle vie biliari la colecistectomia risulta risolutiva. Tuttavia, l’arrivo postprandiale della bile nell’intestino viene alterato per qualità della bile (+ diluita) e per tempistica. La bile, infatti, utile alla emulsione dei grassi ingeriti, non più concentrata dalla colecisti (che non c’è più) arriverà diluita direttamente dal fegato che la produce e per di più non post prandium ma continuativamente. Fisiologia un po’ alterata ma irrilevante con netto vantaggio dell’efficacia (scomparsa delle coliche dolorose e del rischio di pancreatite) su tali eventi collaterali