La filosofa tedesca Hannah  Arendt diceva che senza un’informazione basata sui fatti oggettivi, la libertà di opinione diventa una beffa crudele. Si tratta di una riflessione di carattere generale  ma valida in particolare per ricercatori e medici. Il titolo suggerisce loro di non entusiasmarsi eccessivamente di fronte ad un‘ipotesi nuova. Di per sé l’entusiasmo è un bene, perché dimostra la non cristallizzazione del nostro cervello, ma le aspettative degli uomini di scienza devono poi essere sottoposte al filtro di controlli oggettivi metodologicamente rigorosi prima di essere viste e accettate come verità. E qui…casca l’asino, perché esperienza  comune tra gli scienziati è che non di rado ipotesi stimolanti, dopo opportune verifiche oggettive, vengono smentite da risultati scoraggianti che fanno perdere l’entusiasmo iniziale. Poniamo ad esempio che un medico si stupisca quando un malato da lui trattato con un antibiotico per una bronchite, gli riferisca che dall’inizio della cura dorme come un ghiro, mentre prima soffriva di insonnia. Di fronte a  questo beneficio imprevisto riferitogli dal paziente il medico potrebbe entusiasmarsi e convincersi che quell’antibiotico sia efficace “soprattutto” nell’insonnia. Se però da questo resoconto individuale si passasse a uno studio clinico controllato in un gruppo di soggetti curati con antibiotici, il dottore si accorgerà di doversi ricredere e diffiderà di altre segnalazioni aneddotiche come quelle del suo malato. Per giudicare l’efficacia reale di una cura, insomma, va sempre considerato che il caso, il tempo e molti altri co-fattori puramente psicologici possono pesare come un macigno. Del resto, l’informazione scientifica pure in medicina non può che basarsi sui fatti, non può essere manipolata, come purtroppo non di rado avviene per grossi interessi in gioco, per l’aiuto subdolo dei media e dei cellulari e per la diffusa creduloneria. Due + due fa quattro, non esiste una matematica alternativa e non esiste nemmeno una fisica alternativa: se siamo stati in grado di andare sulla luna, di rifornire in volo le stazioni spaziali, di prelevare frammenti rocciosi su Marte tramite il robot “rover Perseverance”, non lo abbiamo fatto certo grazie all’astrologia ma all’astrofisica. In ambito medico, se oggi riusciamo a far vivere una persona grazie ad un trapianto d’organo, a debellare pandemie come il vaiolo, a controllare il diabete di tipo 1 con l’insulina o a guarire molti tumori, non lo si deve certo a rimedi esoterici. La coppia che progettasse al momento di non avere dei figli  ricorrerebbe di certo agli anticoncettivi tradizionali, se anche fosse attratta da cure “alternative” come in primis l’omeopatia documentatamente priva di efficacia specifica. Gli sposi si metterebbero  così al riparo da sicure…“sorprese”, magnifiche in sé ma solo se volute.