ECCO IL PARADOSSO DEI BUGIARDINI: SINCERI MA CHI CI CAPISCE QUALCOSA…(1/3 07)
I foglietti illustrativi inseriti nelle confezioni dei medicinali venduti nelle farmacie sono comunemente chiamati bugiardini, ma questo nomignolo non è per nulla azzeccato perché il loro difetto principale non è quello di raccontare delle bugie. Anzi, specie negli ultimi anni, la normativa impone che siano dettagliatamene descritti soprattutto gli effetti collaterali, il pericolo di interazione con altri farmaci o con alimenti e queste avvertenze tutto sono meno che bugie. Eppure i foglietti illustrativi sono criticabili e si dimostrano inadeguati. Perché? Per il linguaggio che utilizzano. Da un’analisi condotta e pubblicata nel 2006 sull’autorevole Annals of Internal Medicine, risulta infatti che i bugiardini sarebbero adatti unicamente ad una popolazione che ha una buona preparazione linguistica e un’altrettanto buona preparazione culturale, prerogative queste riscontrabili però solo nella metà della popolazione che acquista farmaci. Infatti, secondo lo studio, ben il 48% dei pazienti non è in grado né di comprendere le istruzioni dei foglietti, né di eseguire correttamente la cura prescritta, percentuale che scende al 27% se essi sono in possesso di una laurea: una bella fetta di popolazione si curerà comunque in modo inappropriato soltanto perchè non capisce bene quello che deve fare. Lo studio statunitense ha importanti implicazioni (soltanto per i cittadini americani?). La prima riguarda il medico di base o lo specialista che devono sincerarsi che il paziente abbia compreso perfettamente ciò che deve fare. Questo richiede il sussistere di un buon rapporto medico-paziente (purtroppo non sempre vigente e sul quale ci si soffermerà in altra occasione), che costituisce indubbiamente uno dei cardini della buona medicina. La seconda implicazione chiama in causa i responsabili farmaceutici ed anche i cosiddetti esperti di comunicazione: gli uni e gli altri dovrebbero riflettere sulla inaccettabile cifra dei “non-comprendenti” e rivedere profondamente e disinteressatamente le modalità e la forma con cui le informazioni di carattere medico devono essere erogate (deve capire chi legge e non chi scrive!). La terza implicazione riguarda i politici che si occupano di sanità, anzi di salute: dovrebbe essere uno dei loro compiti anche quello di razionalizzare, standardizzare e regolamentare meglio la comunicazione sui farmaci diretta ai cittadini, inclusa la formulazione dei foglietti illustrativi dei medicinali. Non tener conto di queste implicazioni sarebbe sbagliato e ingiusto, specie nei confronti dei cittadini culturalmente meno preparati. Diabolicum perseverare.
Titolo originale. Il bugiardino non dice bugie, ma…