I MEDICI CHE DENUNCIANO I REATI RISCHIANO DI ESSERE CONDANNATI (15/5/07)

Lo sgomento di questi giorni per ciò che è accaduto nell’Ospedale di Castellaneta di Taranto è inevitabile. Tuttavia, i decessi di nostri concittadini anziani cui è stato fatto inalare azoto invece che ossigeno non ha nulla a che vedere con la malasanità (addebitata ai medici). Anzi. Paolo Cornaglia Ferraris, autore dell’inquietante libro “Camici e Pigiami”, a proposito dell’impianto killer dei gas medicali, mi scrive sconvolto in data 7 maggio per rimarcare ciò che sta passando quasi inosservato. Prima ancora della tragedia di Castellaneta, il Dr. Eugenio Neri, accortosi che nel Policlinico La Scotte di Siena dove lavorava la morte di un paziente era correlabile alla emissione invertita dei gas e constatando che l’azienda tendeva ad insabbiare il tutto, denunciava ai NAS questa drammatica situazione. Il gesto invece che di malasanità è dunque un esempio di atteggiamento civile “costi quel che costi”. Si dovrebbe immaginare che avendo accelerato le indagini in questo senso, e avendo così probabilmente interrotto la serie di ulteriori decessi, il Dr. Neri sia stato proposto per un riconoscimento pubblico. E invece il collega viene bloccato, subisce ricatti, è oggetto di mobbing, gli  manomettono il motorino, gli tagliano le gomme dell’auto, lo minacciano persino di morte. Un clima pesantissimo che sta gravemente incidendo sulla sua vita privata oltre che su quella professionale. Uno scandalo assurdo che trova insufficiente spazio sui media e così la indignazione verso questa inqualificabile ritorsione risulta diluita dalla ben più consistente curiosità, di per sé legittima e doverosa, per individuare “chi sono i colpevoli”. Il saperlo (forse) farà (forse!) giustizia, ma non riporterà certo in vita i poveretti che hanno respirato l’azoto al posto dell’ossigeno. Deve pertanto essere ancor di più enfatizzato il dovere di prevenire drammi del genere e la necessità che coloro che, come il Dr. Neri, denunciano i pericoli ambientali eventualmente scoperti non siano accusati di infangare l’immagine dell’ospedale, non vengano ricattati e puniti, ma siano tutelati e sostenuti, anche dai mezzi di informazione. In tal senso Cornaglia Ferraris ha inviato al Ministro della Salute Livia Turco un accorata raccomandazione perché “la gestione politico affaristica della sanità pubblica non trasformi i medici in servi silenziosi di un sistema che impone loro un progressivo degrado morale”. E’ il colmo che si punisca chi denuncia pericoli reali a tutela dei pazienti e che in vece non si intervenga, ad esempio, sui responsabili di numerosi concorsi di Primariato o di Cattedra che anche la cassazione ha di recente definito “fasulli”. Nella lettera alla Turco si cita inoltre il caso del Dr. Carlo Gaudiano dell’Ospedale di Matera. Avendo denunciato il gravissimo spreco di denaro pubblico causato dalla eliminazione di cellule staminali da cordone ombelicale (già tipizzate e disponibili per trapianto in caso di bambini leucemici o talassemici!),  il Dr. Gaudiano è stato pure lui “premiato” con un avviso per l’avvio di procedure di licenziamento. Anche a prescindere dalla drammaticità degli specifici eventi sopra ricordati, un problema più generale, è che in Italia è comunque diffusa la tendenza di alcune Amministrazioni all’abbattimento dei costi quando si decide per l’acquisto di apparecchiature e di impianti o di meccanismi di sicurezza. “Sono gli stessi funzionari degli ospedali che, spesso, effettuano controlli tecnici sugli impianti – rileva Cornaglia Ferraris – e, si sa come va, ogni tanto si chiude un occhio, magari in vista di qualche omaggio qua e là.” Buone notizie, per fortuna, dal nostro Assessorato alla Salute che esclude categoricamente la possibilità che eventi del genere si verifichino in questa provincia. Notizie così ci tranquillizzano e ci fanno respirare una boccata…d’ossigeno.

Titolo originale. Medicina italiana: condannati i medici che denunciano i reati!