PROMOZIONI FASULLE IN MEDICINA (22/9/07)
Poniamo che i macchinisti che guidano i treni o i piloti degli aerei di linea abbiano superato i test di assunzione non perché preparati, ma perché qualcuno ha passato loro la soluzione. Scoppierebbe uno scandalo per gli evidenti pericoli cui andrebbe incontro la collettività. Ci si scandalizza invece meno e piuttosto fugacemente quando, nell’ambito della medicina e della sanità, i “promossi” a qualsiasi livello (ammissione all’università, accesso ad una scuola di specializzazione, concorso per assistente o per primario o per direttore di cattedra) lo sono non per merito, ma per una serie di ragioni (posti assegnati per bieca corruzione o di fatto riservati per etnia o per pressioni politiche o lobbistiche o, ancora, per l’influenza di una famiglia “che conta”), tutte comunque accomunate da una miopia sconcertante. Si pretende infatti che la sanità sia buona ma è ovviamente difficile che così avvenga se chi concretamente è chiamato ad attuarla non è stato selezionato principalmente in base al merito. Anni fa l’Espresso, dopo una inchiesta molto accurata all’università di Bologna, ha pubblicato una specie di albero genealogico da cui risultava che buona parte dei medici “emergenti” erano…parenti tra loro! Purtroppo, l’erbaccia è difficile sradicarla, com’è dimostrato dai recentissimi scandali relativi ai test di ammissione in alcune sedi universitarie italiane, nelle quali risulta che le soluzioni ai quiz di selezione sono state brutalmente “comprate” dai candidati (che le ricevevano via cellulare) a cifre variabili fino a molte migliaia di euro. C’è dunque la possibilità di diventare intanto medico, e poi probabilmente di salire pure nella scala gerarchica, sborsando semplicemente un bel po’ di danaro e/o fruendo delle “facilities” sopra citate. Naturalmente ci sono medici che pur selezionati in modo disonesto risultano poi essere (fortunatamente!) persone per bene e preparate, ma questo non toglie che le scorciatoie illecite o improvvide in medicina diventano presupposto di danni potenziali per la collettività, talora evidenti fin da subito, ma pesanti soprattutto a distanza di tempo. Che il medico o il chirurgo siano scadenti lo si viene infatti a sapere con molta difficoltà e sempre “dopo”, quando emergono atti medici o chirurgici non necessari per il paziente, o incongrui o decisamente rischiosi (fatti del genere si sono registrati anche da noi). Altra conseguenza delle promozioni non attuate in base ad una selezione meritocratica, è quello dell’immagine negativa che ne deriva per l’intera categoria e, quindi, pure per i medici e i chirurghi professionalmente preparati e affermatisi senza indebite spinte. Purtroppo, le mele marce fanno più scalpore di quelle buone. “Il male che gli uomini compiono si prolunga oltre la loro vita, mentre il bene viene spesso sepolto insieme alle loro ossa”, diceva in un altro contesto Shakespeare. Questo si traduce in una sfiducia del cittadino nei confronti della sanità pubblica, sfiducia che complessivamente non è invece giustificata, nonostante il malcontento comprensibile per molte cose e, soprattutto, per le lunghe attese spesso necessarie ad ottenere una prestazione o un esame. Si dimentica però che responsabili delle attese, in linea di massima, non sono i medici. Un esempio? Se in un servizio endoscopico sono necessari 8 gastroenterologi per l’attuazione di un tot numero di esami accurati al giorno, e ce n’è invece solo 4, le attese diventeranno inevitabilmente crescenti nel tempo, a meno di non velocizzare l’attuazione degli esami. Ma chi regge le Aziende Sanitarie dovrebbe ben sapere che la convivenza di quantità e qualità è sempre molto critica, con inevitabili ricadute negative sui pazienti.
Titolo originale. Promozioni fasulle in medicina