IL PERICOLO DEI FARMACI CONTRAFFATTI (20/10/07)

Se in altri ambiti commerciali la contraffazione è solo un reato che non mette in pericolo l’acquirente del bene contraffatto, nel caso di medicinali contraffatti chi li acquista può correre rischi anche gravissimi per la propria salute. La possibilità di promozione di un farmaco direttamente al pubblico attraverso i media (proibita da noi), unitamente alla martellante proposta di farmaci via computer, fa ulteriormente levitare tali rischi dato che risulta impossibile ogni informazione sulla qualità e/o la composizione di ciò che viene acquistato in rete. I farmaci contraffatti, dal prezzo sempre allettante, riguardano ovviamente settori molto “sentiti” dai potenziali utenti quali i farmaci antiobesità, alcune statine anticolesterolo (che diminuiscono il rischio di ictus e infarto miocardio), alcuni antidepressivi e ansiolitici (per “combattere lo stress esistenziale”), l’eritropietina (EPO) in odore di doping, gli anabolizzanti “miracolosi”, alcuni antibiotici e antivirali. Ma in pole position, troviamo i farmaci che incrementano la potenza sessuale (da noi in fascia C e vendibili solo su ricetta). Per questi “farmaci del sesso” il vantaggio dell’acquisto in rete è rappresentato non solo dal basso costo, ma anche dal fatto che chi ne avverte il bisogno, evita il disagio di parlare con il medico (peggio ancora se è una dottoressa!) della propria vita intima. Si calcola che circa il 50% dei medicinali venduti in rete sia fasullo e la truffa non è solo una “fregatura”, ma costituisce pure un concreto pericolo per la nostra salute. I rischi sono almeno due: il primo è che il farmaco falso non contenga quello che promette e risulti pertanto inefficace. L’inefficacia non sarà certo una tragedia se comporterà solo una deludente prestazione sessuale, ma potrebbe avere conseguenze serie se invece il paziente venisse privato di un farmaco importante (l’eritropoietina, per esempio). Il secondo rischio è la possibile presenza nel preparato di sostanze tossiche, anche potenzialmente letali, e gli esempi sarebbero tantissimi. Ma qual è la dimensione di questo fenomeno? L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che sul mercato mondiale la percentuale dei farmaci falsi oscilli dall’1% (nei paesi sviluppati dove esistono normative più serie) al 10-30%,  nei paesi sottosviluppati (ma con punte fino al 70% registrate per esempio in Camerun per gli antimalarici). Farmaci contraffatti arrivano di sicuro anche in Italia soprattutto dai Paesi del Sudest asiatico: ne è una riprova il fatto che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, specializzato ad hoc, tra il 2000 ed il 2006 ha sequestrato oltre un milione di fiale illegali contenenti farmaci non conformi agli standard richiesti. Purtroppo, gli interessi in gioco sono molto consistenti se è vero che il mercato dei farmaci fasulli si attesta oggi intorno a circa 35 miliardi di dollari all’anno, con una espansione nel 2010 a 75 miliardi di dollari secondo le stime dello statunitense Center for Medicine in the Public Interest. Che fare? La lotta contro la contraffazione è difficile e per questo nel 2006 si è costituito un gruppo internazionale la cui sigla è IMPACT (International Medical Producs Anti-Counterfeiting Taskforce), includente oltre agli enti regolatori istituzionali anche organizzazioni non governative. Tra i molti compiti che l’IMPACT ha c’è pure quello specifico di perfezionare le misure di controllo anticontraffazione dei farmaci.

Titolo originale. Farmaci contraffatti: un pericolo strisciante.